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Le idee innovative

Made in Puglia, l'agroalimentare che batte la burocrazia

Chiuso a Foggia il cantiere sull'agroalimentare, ospiti dell'università 13 startup quasi tutte dall'estero. Ma a vincere è stata un'italiana

La startup premiata è nata in Piemonte e annovera già 1.100 aziende agricole tra i propri clienti. E il web premia anche un team indiano

AGROFACTOR - La presentazione delle startup (foto Maizzi)

AGROFACTOR - La presentazione delle startup (foto Maizzi)

La startup che ha vinto ieri il cantiere di "Made in Puglia" dedicato dalla Regione all'agroalimentare, è stata votata dalla giuria di "Agrofactor" perché risolve un problema assai attuale e molto concreto anche per quelle imprese agricole che diffidano della volatilità del web (quasi tutte, almeno al Sud): come fare a districarsi nel labirinto della burocrazia.

«Aiutiamo i coltivatori ad affrontare le questioni di tutti i giorni - ha detto alla proclamazione dei vincitori Lucas Marchesini, fondatore di Xfarm - come ad esempio ottenere le certificazioni di qualità, andare al Catasto e servizi di altro tipo. Abbiamo una piattaforma aperta: previsioni meteorologiche, lettura dati da trattore e da drone. Forniamo agli agricoltori anche un supporto per migliorare il management aziendale. Stiamo espandendoci sul mercato italiano, ma punteremo a breve anche all’Europa. Abbiamo già 1100 aziende agricole registrate e senza aver dovuto fare, da parte nostra, alcuno sforzo di marketing».

Marchesini e la sua Xfarm operano in Piemonte, a Valenza Po (Alessandria). Ma la sede dell’impresa, che ora in virtù del premio beneficerà di un processo di accelerazione, non ha alcuna importanza nel fantastico mondo del web se pensiamo che ieri la votazione di “Agrofactor” è stata seguita da più di un migliaio di spettatori online connessi alla pagina di “InControCorrente”, il form della Regione su Facebook.

Interamente dedicata alle imprese creative la seconda giornata di “Made in Puglia”, il cantiere di Arti e Regione Puglia aperto alla riflessione e al confronto su alcuni temi del nostro sviluppo economico e sociale. Dopo il debutto del cantiere sull’innovazione della cultura a Bari (lo scorso dicembre), quella di Foggia è stata la seconda tappa di un percorso che si avvale dell’approfondimento tecnologico come elemento caratterizzante. Le imprese che hanno partecipato alla competizione sono state selezionate attraverso una “call for solutions" (una sorta di avviso pubblico) internazionale provenienti dagli angoli più disparati del pianeta (Ghana, Regno Unito, Uganda, Nigeria, Slovenia).

Per questa ragione gli internauti hanno voluto votare la loro startup, non per l’idea presentata ma per ragioni… chilometriche: è stato così che l’indiana Pando ha ottenuto il suo riconoscimento. Dai giurati (Luigi Scamarcio, assessorato regionale all’Agricoltura; Giuseppe Palumbo dell’azienda Tormaresca; Filomena Palumbo project manager di Grow; Daniele Del Genio presidente di Cna Federmoda Puglia; Valentina Cianci, startupper foggiana; Giuseppe Spano università di Foggia; Ivan Stammelluti, Ambrosetti; Francesca Buonanno, fondazione Giacomo Brodolini) l’invito alle startup a fornire «il maggior numero di informazioni» nella proposizione di un’idea. E comunque alla fine il voto su XFarm è stato motivato dalla «maggiore strutturazione» del progetto. «Abbiamo pensato di mettere in evidenza la carica innovativa di questa iniziativa. L’invito rivolto a start up innovative proprie di questo settore, per le quali abbiamo voluto una giuria d’eccezione, fatta di innovatori e manager di successo - sottolinea l’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo - è il segno dell’attenzione della Puglia per tutto ciò che è innovazione e crescita consapevole».

Le startup partecipanti sono state selezionate dalla fondazione Giacomo Brodolini - informa una nota della Regione - che ha portato a Foggia 13 progetti innovativi nel settore agricolo provenienti da tutto il mondo. La startup seconda classificata, Cupgrape (contenitori biodegradabili dalla vendemmia), arriva dalla Slovenia; il terzo classificato - Biodegradable, Edible and Reusable Packaging from Microalgae (polimeri biodegradabili per la sostituzione della plastica) - è dell’italiano Marco Pasquale Simoniello.

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