Mercoledì 18 Marzo 2026 | 15:17

Non più il Sud come periferia con EU Inc. e ZES Unica, ecco le occasioni strategiche

Non più il Sud come periferia con EU Inc. e ZES Unica, ecco le occasioni strategiche

Non più il Sud come periferia con EU Inc. e ZES Unica, ecco le occasioni strategiche

 
Ugo Patroni Griffi

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Ugo Patroni Griffi

Non più il Sud come periferia con EU Inc. e ZES Unica, ecco le occasioni strategiche

«Il Mezzogiorno ha oggi l’opportunità di intercettare questa trasformazione non come periferia, ma come piattaforma privilegiata di un mercato unico finalmente accessibile»

Mercoledì 18 Marzo 2026, 12:29

Oggi 18 marzo la Commissione europea presenta la proposta sulla EU Inc., la nuova forma societaria di diritto europeo destinata a rappresentare il «28° regime». Si tratta di una società a responsabilità limitata costituibile online entro 48 ore con un costo massimo di 100 euro, concepita per operare nell’intero mercato unico sulla base di regole armonizzate. Il progetto, sostenuto dalla Presidente von der Leyen fin dal Forum di Davos e approvato a larga maggioranza dal Parlamento europeo, mira a superare la frammentazione normativa tra i 27 ordinamenti che frena la competitività europea. Il Ministro Foti ha espresso la posizione favorevole dell’Italia, auspicandone l’estensione anche alle PMI.

La EU Inc. (o S.EU, nella denominazione parlamentare) prevede capitale minimo di un euro, registrazione digitale attraverso un portale multilingue unico, trasmissione automatica dei dati alle autorità e possibilità di emettere azioni senza valore nominale con strumenti tipici del venture capital. Elemento qualificante è il piano europeo di azionariato per i dipendenti (EU-ESOP), con stock option a regime fiscale uniforme tassate una sola volta alla cessione. La Commissione stima risparmi di 440 milioni di euro in dieci anni, con le prime costituzioni attese nel 2027.

È nella convergenza con la ZES Unica che questo strumento rivela il suo potenziale per il Sud. La Zona Economica Speciale Unica, istituita nel 2024 in sostituzione delle otto ZES regionali e successivamente estesa a Marche e Umbria dalla l. n. 171/2025, ha già prodotto risultati rilevanti: al febbraio 2026 risultano rilasciate oltre 1.080 autorizzazioni uniche con un impatto stimato di 54 miliardi di euro e oltre 54.000 posti di lavoro. Il credito d’imposta ZES, prorogato fino al 2028 con 2,3 miliardi per il 2026, ne rappresenta il pilastro fiscale.

La EU Inc. potrebbe agire da catalizzatore di tali dinamiche. Un investitore estero che intenda insediarsi nel Mezzogiorno potrebbe costituire una società di diritto europeo in 48 ore, senza confrontarsi con le complessità dell’ordinamento nazionale, e al contempo accedere allo Sportello Unico Digitale SUD ZES e al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali. La combinazione tra forma giuridica universalmente riconosciuta e incentivi territoriali mirati renderebbe il Sud un polo di attrazione competitivo nel Mediterraneo.

Il vero salto di qualità risiede nella dimensione sistemica. La EU Inc. crea le condizioni perché una startup fondata a Bari o a Catania possa scalare verso i mercati europei senza replicare strutture societarie in ogni Stato membro, mantenendo un’unica identità giuridica. È ciò che manca all’ecosistema innovativo meridionale, dove il limite strutturale all’internazionalizzazione resta il principale freno alla crescita dimensionale. Se a questo si aggiunge un regime di stock option uniforme, diviene possibile attrarre talenti anche in aree penalizzate dal brain drain.

La convergenza tra EU Inc. e ZES Unica prefigura un modello in cui semplificazione societaria europea e incentivi territoriali operano come componenti di un’unica strategia di sviluppo. Il Mezzogiorno ha oggi l’opportunità di intercettare questa trasformazione non come periferia, ma come piattaforma privilegiata di un mercato unico finalmente accessibile.

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