La patente. Per molte persone, a quanto pare, vale più della fedina penale. Nel senso che sul piano preventivo/repressivo la minaccia della sospensione della patente, secondo gli esperti, sarebbe più efficace, poniamo, della condanna a un anno con la condizionale.
Per non intasare gli uffici giudiziari e correre il rischio che le sanzioni penali vengano vanificate per vari motivi, il prossimo decreto sicurezza prevede, per esempio, che in alcune circostanze ai possessori di coltello venga sospesa la licenza di guida. Altro elemento innovativo, la responsabilizzazione dei genitori per i reati commessi da giovanissimi, soprattutto vista la nuova previsione dell’ammonizione da parte del questore nei confronti di minorenni tra i 12 e i 14 anni.
È la prima volta che si abbassa fino a questo punto l’età punibile, ma è anche vero che nella storia della delinquenza minorile non si era mai visto il dilagare delle risse e dell’uso dei coltelli in una età che eravamo abituati a considerare infantile.
Bisognerà vedere come verrà applicata la norma che prevede gli interventi della polizia (fermo provvisorio di 12 ore e perquisizioni sul posto) in caso di manifestazioni pubbliche particolarmente accese. E come verrà interpretato dalla magistratura lo «scudo penale» per le forze dell’ordine che prevede la non iscrizione tra le notizie di reato del comportamento di un agente che abbia agito in stato di necessità anche per l’uso di armi. Il punto più delicato e controverso sarà ancora una volta quello dedicato alla repressione dell’immigrazione clandestina.
La nuova legge dovrebbe essere più restrittiva per quanto riguarda l’internamento provvisorio dei centri per i migranti si sta cercando una soluzione per evitare, come è accaduto anche recentemente, che commettano reati persone colpite da più di un decreto di espulsione. Bisognerà attendere la stesura definitiva del decreto per capire a quali vincoli sarà sottoposta la magistratura quando si dovesse impedire ad una imbarcazione delle ONG l’ingresso delle nostre acque territoriali per ragioni di sicurezza nazionale. Tutti temi molto scivolosi che in passato hanno creato clamorose discordanze tra l’autorità politica e quella giudiziaria.
Sacrosanta la limitazione del «gratuito patrocinio» attualmente garantito a tutti i migranti che ricorrono contro le espulsioni senza alcuna verifica sulle loro condizioni di reddito e che costano cifre impressionanti alle casse dello Stato.
Il primo approccio dell’opposizione è stato negativo: non servono nuove leggi, il governo è incapace di garantire la sicurezza. Nell’anno che precede le elezioni politiche, starà alla maggioranza di dimostrare il contrario.
















