Qual è la differenza tra responsabilità contabile e responsabilità politica? Se lo chiedi a ChatGpt non ci sono dubbi: la prima riguarda amministratori e funzionari pubblici che causano un danno economico alle finanze pubbliche ed è accertata dalla Corte dei conti. La responsabilità politica invece riguarda esponenti politici eletti o nominati ed è valutata da organi politici ed elettori in relazione alle scelte e all’operato istituzionale.
Ma nel concreto? Facciamo un esempio.
Quasi un anno fa, il 23 gennaio del 2025, un giovane e lanciatissimo assessore di ottime speranze si presenta nella quarta commissione consiliare della Regione Puglia: ci sono polemiche che ribollono non solo a destra, che è opposizione, ma anche a sinistra, che è maggioranza. Oggetto: la missione della Regione Puglia a Miami in occasione della Design Week, costata oltre mezzo milione iva compresa. Su quella scelta Alessandro Delli Noci ci mette la faccia. Polemizza con chi ha «scritto tutto e il contrario di tutto» e con chi, anche tra i suoi alleati, «ha confuso in maniera inopportuna e strumentale».
Soprattutto l’assessore rivendica la missione. Non solo sulla strategia complessiva di internazionalizzazione, che spetta alla giunta, ma anche sulla decisione più controversa, che spetterebbe agli uffici: quella di tenere gli eventi più importanti e più costosi della missione istituzionale in un negozio privato, lo store Natuzzi a Miami. «Ho chiesto di ottimizzare provando a costruire alleanze con chi fa impresa lì da anni, che è Natuzzi. Che ha fatto un servizio ma che io ringrazio per la disponibilità perché ha preso a cuore la strategicità dell’iniziativa».
Annuiscono vistosamente i funzionari di Pugliapromozione presenti, che hanno firmato gli atti: il direttore Luca Scandale, i funzionari Carmela Antonino e Alfredo De Liguori.
Passa un anno. È il 13 gennaio 2026 quando la Corte dei conti invia un invito a dedurre: per i magistrati della Corte dei conti la scelta di Natuzzi fu semplicemente un favore fatto all’impresa, che in tutti gli anni precedenti aveva organizzato degli eventi nel proprio store durante la Miami Design Week. E lo ha fatto anche nel 2025 con una nuova tornata di eventi. Solo che stavolta il conto lo ha pagato la Regione: 170mila euro direttamente a Natuzzi più 50mila euro per realizzare un murale sul fronte dello store più 90mila euro a un’altra società per la curatela. Per questa costosa scelta, i burocrati hanno scartato soluzioni più prestigiose, prospettate dall’Istituto per il Commercio Estero e dalla Camera di Commercio italiana a Miami, che sarebbero costate al massimo 50mila dollari più Iva: un quinto di ciò che è stato speso per gli eventi nello store dell’impresa di Santeramo. I tre burocrati Scandale, Antonino e De Liguori sono accusati di aver sprecato oltre 310mila euro e, se non forniranno spiegazioni convincenti, andranno a processo con il rischio di dover risarcire di tasca loro la Regione Puglia. È la responsabilità contabile, appunto.
E l’assessore Delli Noci? Un anno dopo molto è cambiato per lui. Coinvolto in una indagine per corruzione della procura di Lecce, ha dovuto dimettersi e il candidato governatore Decaro non lo ha ricandidato. Per la vicenda di Miami però non rischia nulla: gli atti sono firmati esclusivamente dai funzionari. Poco conta che sempre la Corte dei conti evidenzi che «l’assessorato alle attività produttive guidato da Delli Noci ha avuto un ruolo tanto decisivo, quanto anomalo, nella scelta di coinvolgere proprio la società Natuzzi Spa in quella che, da un punto di vista strettamente economico, si è certamente rivelata un’operazione estremamente vantaggiosa per la società privata ma scarsamente proficua per la collettività».
L’input agli uffici non è un reato. E d’altronde Delli Noci lo aveva rivendicato nella commissione senza che nessuno fiatasse. È la responsabilità politica, appunto: aleatoria e senza conseguenze reali.
Un ultimo punto forse rimane e sarebbe interessante chiarirlo. A fronte della munifica generosità verso Natuzzi, Pugliapromozione e l’assessorato allo sviluppo economico dimostrarono una parsimonia ai limiti della spilorceria verso le imprese pugliesi coinvolte nella missione per esporre a Miami: le loro opere furono confinate in una stanzetta d’hotel, i loro rappresentanti rimasero in Puglia. Nel mezzo milione di euro c’erano i soldi per pagare i biglietti d’aereo e gli hotel a assessore e funzionari, ma non quelli per gli imprenditori che in teoria dovevano essere il cuore della missione.
Così a Miami andarono cinque esponenti regionali, tra cui Delli Noci e Scandale, ma solo due imprenditori a spese proprie, con l’obiettivo di trovare nuovi clienti oltreoceano. Li trovarono? In quella stessa commissione, l’assessore Delli Noci promise un follow up, cioè un bilancio delle ricadute economiche per le dieci piccole e medie imprese coinvolte, precisando però «che necessita di sei mesi per avere un senso». I sei mesi sono abbondantemente passati e del follow up sugli eventuali incrementi di export delle imprese del made in Puglia si sono perse le tracce.
In sostanza il vero risultato della missione di Miami, costata mezzo milione di euro e infinite polemiche, non è noto. Non è forse anche questa responsabilità politica?
















