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In Puglia e Basilicata

ALLARME AMBIENTALE

Aspiranti onorevoli, battete un colpo per salvare gli ulivi

Aspiranti onorevoli,  battete un colpo per salvare gli Ulivi

L'emergenza perenne della Xylella in Puglia

Lettera aperta ai candidati parlamentari sul nodo irrisolto pugliese della Xylella

09 Settembre 2022

Bianca Tragni

Lettera aperta agli aspiranti parlamentari pugliesi sulla Xylella. Egregi signori, voi che in questi giorni percorrete le strade di Puglia alla ricerca di quel consenso che vi farà rappresentanti del Popolo in Parlamento, permettetemi di farvi una sola domanda: cosa avete fatto e cosa intendete fare per combattere il flagello della Xylella? In questi giorni ho percorso in lungo e in largo le strade del Salento, e ho avuto il cuore pugnalato da uno spettacolo di morte: decine, centinaia, migliaia di alberi di ulivo secchi, bruciati, contorti, tagliati.

E se qua e là appariva qualche macchia verde di fico o di cespugli selvatici, rendeva il contrasto ancor più stridente tra la morte e la vita della natura. La quale sembra prendersi il sopravvento lì dove le piante rampicanti scalano il tronco morto dell’ulivo e si arrampicano fino alla sommità, affogando un corpo già morto, quasi a dargli il colpo di grazia. Lo spettacolo è così desolante che solo un demonio può aver provocato tutto questo. E pensare che l’ulivo, questo gigante buono della nostra terra e della nostra cultura, su cui tanto si è scritto-dipinto-poetato-fotografato-pubblicizzato, riversando fiumi di retorica, era stato benedetto da Maria di Nazaret che, nella fuga in Egitto, trovando ombra e riposo sotto una sua chioma, lo premiò donandogli di restare sempre verde in tutte le stagioni. E al dono miracoloso della Madonna, l’umile ulivo impallidì dall’emozione. Così il rovescio delle sue foglie diventò d’argento. Ora il sempreverdargento nel Sud della Puglia è diventato bruno, nero, morto. E si avvicina alla Puglia centrale, dove gli ulivi di terra di Bari rischiano anch’essi la morte, se…

Se qualcuno (Voi! ) non si deciderà a intervenire energicamente. Sono anni che la Xylella è nella nostra Puglia; sono anni che se ne discute; sono anni che si litiga; sono anni che non se ne viene a capo. Si taglia non si taglia, si sradica non si sradica, si innesta non si innesta, si sostituisce non si sostituisce. Non se ne capisce nulla. E intanto la morte degli ulivi avanza lenta ma inesorabile. Ci fu un tempo in cui un re di Sassonia, innamorato delle porcellane cinesi, stanco di doverle sempre comprare dal lontano Oriente, ordinò al chimico di corte di scoprire la formula con cui i cinesi trasformavano la vile creta nella nobile porcellana. Lo rinchiuse in una torre e gli disse che allora l’avrebbe fatto uscire, solo quando avesse scoperto quella formula.
Ebbene, sarà stato per la paura di morire là dentro, sarà stato per la concentrazione nello studio, sarà come sarà, ma quel chimico trovò la formula e da allora la porcellana si potette produrre anche in Europa, partendo da Dresda, la capitale di quel re illuminato che fu Augusto di Sassonia.

Metodi da sovrani assoluti, certo. Ma possono diventare anche metodi da democratici, se ci si impegna nella ricerca, se si prendono i migliori chimici, agronomi, entomologi e quant’altro delle Università italiane, li si «chiude nella torre», cioè nei loro laboratori scientifici, li si paga profumatamente, si destinano grandi somme a tali ricerche e solo allora si «mollano» gli scienziati, quando hanno trovato il rimedio contro la Xylella. Per far questo oggi non serve un sovrano assoluto, ma una forte volontà politica di Voi, rappresentanti del Popolo che vi impegniate, vi battiate, stanziate tanto denaro per la lotta a questo demonio travestito da sputacchina. Signori aspiranti onorevoli, vorrete fare qualcosa del genere? Che non è solo per l’economia, il lavoro, il paesaggio ma è per la vita, degli alberi e di noi stessi. Signori aspiranti onorevoli, se ci siete, battete un colpo.

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