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In Puglia e Basilicata

L'analisi

Cittadini smarriti tra populismo fiscale e piogge di bonus

Flat tax fino a 100mila euro: emendamento Movimento 5 Stelle al Dl Rilancio

Politicamente i bonus rappresentano l’altra faccia della medaglia populista della flat tax

11 Agosto 2022

Nicola Daniele Coniglio

Fa molto caldo e, si sa, con temperature così la nostra attenzione tende ad essere bassa. Ma in quest’estate calda è bene per noi elettori mantenere un pochino di lucidità per resistere alla tele(s)vendita a colpi di bonus e riduzioni di tasse. In una situazione così difficile per il Paese ci si augurava un - almeno modesto, modestissimo - senso di responsabilità e di rispetto per gli elettori. Sarà necessario riporre queste speranze nel cassetto del futuro e fare alcune riflessioni sulle proposte faraoniche che ci arrivano dalla politica per non smarrirci nell’immediato. Una premessa importante per il lettore: quando ci rapportiamo alla collettività abbiamo due tasche. Dalla prima tasca tiriamo fuori il nostro contributo alla cassa comune. Questo avviene pagando direttamente o indirettamente tasse e contributi di varia natura. È una tasca che quando viene toccata ci rende, giustamente, molto sensibili. Sono risorse «nostre» e vorremmo che siano o toccate il meno possibile oppure messe a buon uso. C’è però un’altra tasca in cui in modo più o meno consapevole tutti ricevono qualcosa dalla cassa comune. Questo ricevere ha mille forme. Può essere un sussidio per un affitto o un assegno per i bambini. Può essere il medicinale costoso che il sistema sanitario ci garantisce se stiamo male.

È la luce del lampione sotto casa nostra o la possibilità di mandare i nostri figli a scuola senza costi. Ora, il punto fondamentale è che …. queste due tasche non sono separate ma sono sostanzialmente parte dello stesso sistema (fiscale). Se prendiamo meno risorse da una tasca è inevitabile che ci saranno conseguenze sull’altra. Ragionamento banale? Dovrebbe esserlo ma è evidente che, purtroppo, gran parte dei cittadini continua a credere che queste due tasche vivano ciascuna di vita propria. La bassa politica da saldi elettorali di questi giorni non fa che cavalcare questa ignoranza collettiva guardandosi bene dallo spiegare ai cittadini quali sono esattamente le idee di riforma complessiva contenute nelle loro proposte. Chi propone la flat tax (tassa piatta) al 15% oppure la 23% (perché non al 9,99%?) ammicca all’elettore dicendogli che dalla prima tasca (dei cittadini più ricchi però!) prenderà di meno. È un messaggio politico ammissibile? Certo, a patto però che si spieghi in modo serio quali riduzioni di spesa pubblica (sanità? scuola? difesa?) e trasferimenti (sussidi alle famiglie? trasferimenti ai Comuni?) corrispondono inevitabilmente a quelle che saranno le minori entrate fiscali. A chi racconta che tagli consistenti delle tasse pagate dai più ricchi o dalle imprese sono in grado di generare maggiori risorse per la collettività attraverso una maggiore crescita economica chiederei di documentare questa affermazione con esempi concreti e basi scientifiche solide. Le ricerche economiche esistenti sottolineano che le riduzioni delle tasse sui ricchi avvantaggiano i ricchi. Punto. Le riduzioni delle tasse sulle imprese non svolgono un ruolo duraturo di stimolo alla produttività (quello che serve davvero al nostro Paese!).

Ma altrettanto deprecabile è la campagna a botte di bonus a cui nessun politico sembra sottrarsi. Un bonus ben disegnato e implementato può essere uno strumento utile (sebbene generalmente in modo temporaneo) per risolvere un problema collettivo degno di essere affrontato. Alcuni bonus sono iniqui e poco efficaci. Una politica economica seria non può essere un’accozzaglia informe di bonus inseriti allo scopo di ammiccare talora ad un gruppo di interesse e talora ad un altro per convenienze elettorali o economiche. Da anni ormai nel nostro Paese i bonus sono diventati la risposta semplice e incompetente a problemi complessi che richiederebbero azioni strutturali e amministrazioni capaci. Politicamente i bonus rappresentano l’altra faccia della medaglia populista della flat tax: seducono l’elettore dicendo cosa vorrebbero mettergli nella tasca senza però spiegare chi sta pagando e a che altra misura saremo costretti a rinunciare.

Il sistema fiscale è un patto di solidarietà tra i cittadini. Se disegnato in modo efficiente, equo e condiviso rappresenta un meraviglioso strumento che consente di proteggere i cittadini dai rischi che la lotteria della vita comporta: perdere il proprio reddito, vedere la propria salute peggiorare, nascere in una famiglia con poche risorse, ecc..

La costituzione repubblicana ci ha regalato un sistema fiscale progressivo che più che assomigliare al cattivo sceriffo, come molti vogliono farci credere, è in realtà un Robin Hood della foresta di Sherwood che prende risorse dai più fortunati per darli a quelli meno fortunati e per costruire beni comuni.

In quest’estate torrida, piuttosto che fare gara a sparare il bonus più grosso sarebbe troppo chiedere alle forze politiche di mettere nero su bianco cosa intendete fare, qualora eletti, della quantità e della distribuzione delle risorse pubbliche che servono per affrontare l’inverno difficile che arriverà? Gli elettori ve ne saranno certamente grati.

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