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In Puglia e Basilicata

IL COMMENTO

Toglieteci tutto ma non toccate il condizionatore

Toglieteci tutto ma non toccate il condizionatore

Impossibile vivere senza condizionatore in casa

La cascata dei senza si arresta di fronte a quello che è il sacrificio in assoluto che non tolleriamo: la mancanza di refrigerazione

23 Giugno 2022

Gino Dato

Antò fa caldo… Tra polvere di stelle e tormente d’afa la massima meteoropatica lanciata nel celebre spot televisivo racconta di una volontà precisa degli italiani nelle scelte di vita: condizionatore o morte… In principio furono i senza famiglia. Poi vennero i senza lavoro, i sans papiers, i senza tetto, i senza compagno, senza patria, senza pudore, i senza niente. E chi ne ha più ne metta di privazioni. Ma la cascata dei senza si arresta di fronte a quello che è il sacrificio in assoluto che non tolleriamo: la mancanza di refrigerazione e di condizionatori.

In tutti questi anni di declino, prima del grande tracollo, ci eravamo abituati a rinunciare a qualcosa, a spendere di meno, a negarci un piacere. Chissà, la frugalità antica e l’atavica fame erano rimaste radicate in noi e ci avevano piegato e forgiato all’austerità. Ma, quando si è trattato di indicare quali rinunce saremmo stati pronti a sopportare nei prossimi mesi in tema di risorse energetiche, la reazione alla ipotetica rinuncia e riduzione per condizionatori e refrigeratori appare netta e inequivocabile: mai e poi mai. Questa passione (o dipendenza?) per i sistemi di condizionamento e di refrigerazione la rivela l’ultimo rapporto Istat sui consumi energetici nel 2021. Secondo il quale la metà delle famiglie italiane (il 48,8%) dispone di un sistema di condizionamento; la diffusione è sostenuta in tutte le aree del Paese: 51,2% nel Mezzogiorno, 49,1% al Nord e 44,2% al Centro. Vince il Mezzogiorno e non è difficile capire il perché. Nei mesi caldi il 28,5% delle famiglie che si sono dotate di condizionamento accende il sistema tutti i giorni o quasi, il 35,3% qualche giorno a settimana; un quarto delle famiglie (24,1%) lo utilizza solo occasionalmente o non lo utilizza mai. In estate i condizionatori sono accesi in media sei ore e 17 minuti al giorno. Il primato nell’accendere il condizionamento va tuttavia alle famiglie che abitano nei comuni più piccoli (fino a 50mila abitanti) non di montagna (il 31% lo usa tutti i giorni o quasi), mentre lo usano con minore frequenza le famiglie dei piccoli comuni di montagna (24%).

Capiamo bene che, in alcuni ambienti come i centri commerciali, gli ospedali e i luoghi di cura in genere, così come nelle case dove ci sono dei malati o anziani, l’introduzione dell’aria condizionata sia tanto importante e vitale quanto possano esserlo lo stesso ossigeno o una terapia. Però, al netto di scelte di civiltà rispetto alle quali non si torna indietro, al fondo di questa propensione accentuata degli italiani c’è una sorta di difesa a oltranza di un livello generale di civiltà. Sissignori, condizionatori e refrigeratori come beni di massa sono arrivati dopo frigoriferi e lavatrici (presenti in quasi tutte le famiglie, rispettivamente 99,5% e 97,3%), dopo le lavastoviglie (per metà delle famiglie). L’elettrodomestico bianco ha segnato in parte il riscatto delle donne dai lavori domestici più pesanti e ripetitivi, ma sono stati i primi che hanno rivoluzionato lo stile di vita, lo stesso concetto di benessere, di piacere di vivere in una abitazione.

E pensate un attimo a bar o discoteche o a case senza l’opzional degli impianti per modificare le temperature e l’umidità a seconda che si viva in estate o in inverno. Pensate ancora all’evenienza di una riduzione del loro impiego, all’estinzione del loro tepore o, a seconda della stagione, refrigerio. Sarà dura questa estate e questo autunno quando dovremo in qualche modo fare i conti e temperare queste scelte. Ma, rispetto a questi traguardi non c’è verso di tornare indietro. Ne convengono anche coloro che, ai venti glaciali di ambienti surgelati, preferiscono le naturali e libere emanazioni. No, se possiamo privarci di qualcosa, questo non deve essere l’impianto che magari deturpa il prospetto di un edificio o lacrima acque e rumori a tutte le ore. Possiamo un po’ soffrire. Anche le ombre antiche e ristoratrici sembrano tirarsi indietro e svanire.

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