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L'analisi

Il sorriso spento degli italiani nonostante l’estate

Il sorriso spento degli italiani nonostante l’estate

Vero, siamo quasi tutti in vacanza: caffè, cornetto, mare a due passi. Ma provate voi a sorridere.

19 Giugno 2022

Rossana Gismondi

Un sorriso, si dice, non costa nulla: e agli italiani sorridere è sempre piaciuto tanto. Tuttavia guardandoci intorno, per strada o su un autobus, ci rendiamo conto che si sorride sempre meno. A frequentare di buon mattino poi, la sala colazione di un villaggio turistico ci si potrebbe fare un trattato antropologico: gli italiani non sorridono più, o quasi. Maledetto pure il telefonino: con lo schermo perennemente acceso dinanzi al viso, spegne sorrisi e parole alzando muri tra mariti e mogli, figli e genitori. Tutti chini, taciturni, a farsi i cavoli propri, persino dinanzi a caffè e cornetto, con il mare a due passi, digitando come se non ci fosse un domani.

Il domani, già. Letteralmente: tra pandemia e guerra che sarebbero dovute finire entrambe in tempi brevi (e invece non solo non sono finite, ma chissà quando e come finiranno) pare che questo domani giungerà temibilmente diverso dall’oggi già pessimo. Per dire: a giugno si metteranno in viaggio 6 milioni e mezzo di italiani. Entro la fine dell’estate 30 milioni saranno stati in vacanza da qualche parte: parte un italiano su tre. Si va in vacanza, sapendo che ci spellerà non il sole, ma il costo dell’ombrellone. Non si sorride: come si potrebbe con la benzina tornata a veleggiare oltre i 2 euro, nonostante gli sfracelli dei controlli a tappeto promessi contro le speculazioni dal ministro Cingolani? I presunti speculatori stanno preparando plotoni di avvocati, sia mai il Governo agisse: dunque, chissà se e quando si riuscirà ad ottenere ragione. Nel frattempo, com’è che si dice? Io pago.

Certo: nell’attesa si potrebbe mettere mano al taglio delle impresentabili accise. Si potrebbe: e avrebbe effetto immediato sui portafogli. Così come si potrebbe chiedere una tassa extraprofitti pure alle aziende farmaceutiche, cui due anni di pandemia hanno fortemente rimpinzato i bilanci. Così come si potrebbe tassare per extraprofitti le aziende produttrici di armi: le recessioni mica sono uguali per tutti. Si potrebbe. Si farà, si è fatto, davvero si vuol fare? Teneteci informati, non solo spaventati con il baubau continuo ( un voler mettere le mani avanti) sull’autunno temibile in arrivo. Immaginiamo, da ottimisti, i nostri conducenti super impegnati a trovare soluzioni per tirarci fuori dai guai peggiori ed ecco che, toltoci il sorriso, ci compare il ghigno. Avrete letto: dopo acceso dibattito le migliori menti governative, decidono che alla Maturità gli esami si potranno fare sì senza mascherina, ma anche che l’uso della medesima è “fortemente raccomandato”. Fortemente.Del resto: siamo o non siamo il Paese in cui per rafforzare il concetto a un qualsiasi “ E’ vietato” si aggiunge l’immancabile “severamente”? Scrive qualche osservatore dei cosiddetti giornaloni ( quelli tutti propaganda, chiacchiere e distintivo): gli italiani vanno in vacanza perché mettono i soldi sotto il materasso.

Ci mancherebbe. Le tasse in questo Paese purtroppo le pagano sempre i soliti: non fessi, semplicemente noti. Tuttavia i materassi di Nord e Sud -almeno in questo- paiono uguali. E però alle famiglie più povere (10% al Sud contro il 6,7% al Nord) continuando così mancherà proprio il materasso. Sconsolatamente, gli italiani senza sorriso, si pongono la domanda: in questo clima da fine del mondo, in cui tutto appare più precario del solito, dove persino il Po è a secco e l’acqua razionata, risparmiare come si è sempre fatto in Italia, ha ancora un senso di prospettiva? Meglio esser cicale, bruciando i risparmi per una vacanza d’estate? O formiche tenendo da parte per fronteggiare bollette, prezzi impazziti, pagare tasse che altri non pagano, foraggiare speculatori che nessuno controlla ? Coloro che si alternano alla guida di questo Paese, la Politica espressa dai partiti (o dalle armate brancaleonesche dei movimenti civici) ebbene: possiedono una benchè minima visione che si spinga oltre il proprio interesse e al di là di una generazione? Fatte le domande retoriche gli italiani proprio qualche giorno fa si son dati risposta; solo 20 su cento hanno votato per il referendum. Si prevede che alle elezioni politiche di primavera 2023 voteranno 70 su cento. Ci arriveremo vivi, risparmiati dalla guerra nel senso delle bombe, ma non da un’economia di guerra come già annunciò il nostro lungimirante primo ministro in tempi insospettabili? Ci arriveremo con le pezze sul sedere, ma in mascherina per (ri)difenderci dal covid che si impenna come immancabilmente lo spread? A cavallo, a piedi, in bicicletta? E soprattutto per chi mai potremmo votare dato il triste scenario, ammesso di aver voglia di esercitare un nostro diritto visto che gli altri li abbiamo smarriti strada facendo?
Vero, siamo quasi tutti in vacanza: caffè, cornetto, mare a due passi. Ma provate voi a sorridere.

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