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Da Sorrento parte la terza via per un Sud diverso

Da Sorrento parte la terza via per un Sud diverso

Il Mezzogiorno rischia di perdere questa storica occasione avendo continuato a presentare delle semplici «Note Spese», senza alcun riferimento alla riforma da realizzare con le risorse finanziarie domandate, cosi come richiede il PNRR

18 Maggio 2022

Antonio Troisi

Mario Draghi con «l’irrobustimento» delle amministrazioni meridionali apre a Sorrento una terza via per il Sud alternativa al Meridionalismo «Piagnone» ed al sindacalismo territoriale.

La lucida analisi di Giuseppe Lupo sul Forum di Sorrento che ha dimenticato la cultura, pone l’interrogativo se sia necessario integrare i punti tematici del pur pregevole Libro Bianco con una proposta atta a realizzare l’indicazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi che riconosce agli Enti Locali il ruolo di veri attuatori della riforma della politica meridionalista impostata dal PNRR.

A tal fine è necessario dissipare i dubbi di un’effettiva praticabilità di questa proposta perchè il Mezzogiorno rischia di perdere questa storica occasione avendo continuato a presentare delle semplici «Note Spese», senza alcun riferimento alla riforma da realizzare con le risorse finanziarie domandate, cosi come richiede il PNRR.

La causa di questo clamoroso disallineamento è da individuare nella mancata considerazione che il PNRR è uno strumento sostanzialmente rivoluzionario rispetto a tutte le esperienze di programmazione sin qui seguite, contraddistinte dal non far andare di pari passo il concetto di programmazione e quello di riforma. Invece, come è stato lucidamente dimostrato, trattasi di una programmazione complessiva delle riforme non casuali perché volute dalla Ue e caratterizzata dal vincolo della fornitura esterna delle risorse per gli investimenti (Bernardo G. Mattarella 2021).

Questa esigenza è tenuta presente da Mario Draghi che, per spendere bene le risorse del PNRR, ritiene necessario «irrobustire» le amministrazioni meridionali ricorrendo allo schema della Qualità delle istituzioni (cfr. dichiarazioni programmatiche al Senato del 17/02/2021).

In particolare «l’irrobustimento» sostituendo alla vecchia «Amministrazione di Procedure» l’«Amministrazione per risultati» abilita gli enti locali meridionali a questa pianificazione delle riforme in una prospettiva di ripresa e di resilienza del sistema-paese, perché basato su: 1) «Qualità delle istituzioni», recepita dalla riforma costituzionale del 2012 e tradotta in norme ordinarie con l’abolizione del Patto di Stabilita Interno è in vigore dal 1 gennaio 2016. 1b) Allocazione nello schema istituzionale della pianificazione delle riforme espressa dal PNRR (cfr. Bernardo Mattarella 2021). 1c) Eliminazione collo di bottiglia del vecchio rapporto Stato/Enti Locali (Cfr. Marco Buti Stato/Enti Locali. Luiss, Policy Brief 34/2020); 1d) Verifica empirica e non sui soliti discorsi «omnicomprensivi» e pertanto velleitari. 1e) Immediato incasso e rendicontazione, perché a differenza delle altre (fisco, giustizia ecc) trattasi di una riforma già in vigore dal primo gennaio 2016 e anche corredata della valutazione del relativo impatto economico.

Da detto modello è derivato un profondo rinnovamento del rapporto Stato/Regioni, nel quale se le risorse finanziarie dei Comuni non sono sufficienti, la Regione, non più dotata di un profilo accentratore, può integrarle ricorrendo ai meccanismi espliciti previsti di cooperazione tra gli enti locali: flessibilità regionale (orizzontale e verticale) e quella nazionale alla quale è affidato il compito della perequazione interregionale.

In particolare dalle «macerie» del federalismo della legge n. 42/2009 risorge un federalismo municipale solidale ma responsabile atto ad affrontare la diminuzione del divario Nord /Sud perché capace di «valorizzare» le differenze richieste dalle caratteristiche dei diversi territori del Paese e di eliminare o ridurre le differenze dovute a sprechi ed inefficienze. Pertanto siffatta erogazione delle cospicue risorse finanziarie del PNRR consentirà agli enti locali meridionali, «irrobustiti», di assolvere al ruolo di attuatori del PNRR, garantendo produttività della spesa, crescita, diminuzione del debito pubblico e del divario Nord/Sud.

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