Venerdì 07 Ottobre 2022 | 14:43

In Puglia e Basilicata

L'intervista

Willie Peyote a Mola: «Voglia di sana Pornostalgia». Ecco le 5 cose che non sapevate di lui

peyote

Due serate in Puglia per il tour del cantautore torinese. La video intervista per la Gazzetta del Mezzogiorno

21 Agosto 2022

Bianca Chiriatti

«Pornostalgia»: una strana parola coniata da Willie Peyote che dà il nome al suo ultimo disco, uscito per Virgin Records/Universal Music Italia. E il cantautore torinese sarà in Puglia per due speciali date del tour con cui sta girando l’Italia, stasera (ore 21) a Mola di Bari per il Locus Festival, nell’arena del Castello Angioino, e domani (22 agosto) al Parco Gondar di Gallipoli (Le), accompagnato dalla Precaria Orchestra Sabauda.

Come sta procedendo questa estate in musica?
«Sicuramente c'è una differenza sostanziale rispetto allo scorso anno, in cui comunque abbiamo suonato. Oggi la gente può vivere fino in fondo un concerto, con il corpo e con la voce, siamo tutti soddisfatti, e il pubblico sta apprezzando».

Sul palco insieme all’orchestra: ci spiega il significato di questa «Pornostalgia»?
«Sono accompagnato da bravi musicisti e per me è tutto più facile: proponiamo tutto il percorso che abbiamo fatto, con spunti da tutti i dischi, e anche riferimenti a musica altrui che in qualche modo ci ha cresciuto e influenzato. Per quanto riguarda la Pornostalgia, durante il lockdown arrivavo da un disco, Iodegradabile, in cui si parla della vita con velocità e del fatto che non ci godiamo niente per la bulimia di guardare avanti: con la pandemia abbiamo imparato a guardarci alle spalle, a crogiolarci in vecchi dischi e vecchi film, in una forma rassicurante e pornografica della nostalgia».

ECCO LE 5 COSE CHE NON SAPETE DI WILLIE PEYOTE (Video GdM e ArtsMedia)

Quali sono state le sue influenze musicali e chi le piace, invece, della scena attuale?
«Ho ascoltato tanto rap, Fabri Fibra, Mi Fist dei Club Dogo, poi ho messo insieme vari elementi, il cantautorato italiano, da Gaber a De Andrè, ma anche Silvestri, Gazzé, Fabi, i Subsonica che sono stati parte del mio percorso. In famiglia si ascoltava tanta musica, ho avuto la fortuna di raccogliere molti input. Sui più giovani faccio un paio di nomi su tutti, Fulminacci e Tutti Fenomeni, interessanti e con belle peculiarità, ma ce ne sono molti altri».

Ha collaborato spesso con esponenti della stand up comedy, da Michele Giraud a Emanuela Fanelli, è fan del genere?
«Molto. Mi dà grandi ispirazioni soprattutto nel modo di scrivere. È stato bello poi approfondire il rapporto umano con artisti diversi, i loro spettacoli vado a vederli tutti».

Con la Puglia che rapporto ha?
«Ci veniamo spesso a suonare, l’anno scorso mi sono fermato in Valle d’Itria con amici per un po’ di vacanza, vengo sempre accolto molto bene e sono contento di tornare, quantomeno con cadenza annuale».

In cosa è più fiero del suo percorso?
«Non sono una persona molto orgogliosa, in senso buono o cattivo mi piace il fatto di aver avuto fin dall'inizio un filo conduttore, portare avanti un discorso che per quanto in mutazione ha mantenuto una coerenza, cosa che mi rende contento».

Dopo l’estate?
«Cercherò di godermela un po’, perché è mancata a tutti, poi penso mi metterò in studio e lavorerò a cose nuove. In ambito musicale tutto passa in fretta, e per quanto il disco sia fresco ci dovremo mettere a lavoro su musica nuova».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725