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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Dioguardi, domani a Bari la laurea honoris causa in Filologia Moderna

Dioguardi, domani a Bari la laurea honoris causa in Filologia Moderna

Lo sforzo è rispondere al quesito: come governare la tecnologia?

05 Luglio 2022

Enrica Simonetti

Domani mercoledì 6 luglio il rettore dell’Università degli Studi di Bari Stefano Bronzini conferirà la Laurea Honoris Causa in Filologia moderna al Prof. Gianfranco Dioguardi. La cerimonia avrà luogo alle 10:30 nell’Aula Magna “Aldo Cossu” del Palazzo Ateneo di Bari.

La tecnologia è troppa o siamo noi che non riusciamo a governarla? Il cambiamento cui stiamo assistendo – da ogni punto di vista e in ogni campo – ci trova davvero preparati o disperati? Sono solo alcune delle domande alle quali risponde il nuovo libro del prof. Gianfranco Dioguardi, ingegnere e professore di Economia e organizzazione aziendale al Politecnico di Bari, autore di un numero vastissimo di saggi e pubblicazioni che spaziano dall'urbanistica all'organizzazione aziendale, dalla letteratura alla storia della scienza. È considerato il padre dell'ingegneria gestionale in Italia e da tempo Dioguardi, imprenditore illuminato dalle nuove e vecchie ma preziose frontiere della conoscenza, ha dato vita ad un filone scientifico sulle sfide del Terzo Millennio, ossia sulla gestione della cosa pubblica e non solo, generando un modello per il governo delle città, una «City School» che tra la Puglia e la Lombardia e non solo, sta dando vita a nuove generazioni di amministratori, finalmente coscienti del cambiamento, finalmente pronti a lottare contro il declino e le crisi con quel potere infinito che è la conoscenza.

Gianfranco Dioguardi è un «guerriero», un intellettuale militante che non si stanca per fortuna di consigliare e aprire nuovi varchi di conoscenza e di dialogo, soprattutto con le nuove generazioni di studiosi. Bene ha fatto l'Università di Bari a conferire questa Laurea Honoris Causa in Filologia moderna, perché Dioguardi ha praticamente creato negli ultimi decenni un nuovo linguaggio, un nuovo approccio ideologico e pratico alla complessità del nostro mondo, così spesso minato dall'incultura, dal pressapochismo e dalla dilagante carenza di professionalità, pur avendo noi invece – soprattutto al Sud – tante grandi risorse di giovani e anziani studiosi che possono dare tanto e non fuggire da una terra stupenda, da una Bari e da una Puglia che il professore ama in modo ancestrale e che segue passo passo, da Milano, dove vive, con le sue iniziative, con la Fondazione Dioguardi presieduta da Francesco Maggiore e con tutte le sue forze, sempre dedicate alla battaglia culturale e gestionale dell'era di cui siamo protagonisti.

Grande bibliofilo e collezionista di volumi, Gianfranco Dioguardi legge, studia, mette al servizio delle organizzazioni il suo sapere. Così fa nell'ultimo saggio pubblicato, L'impresa Enciclopedia. Organizzazione come strategia per il Terzo Millennio (Guerin Next, pagg. 216, euro 21,00), libro che si pregia di una prefazione interessantissima, firmata dal prof. Federico Butera, a sua volta docente universitario e studioso di organizzazione, nella quale traccia il cammino umano e culturale degli studi di Dioguardi e apre al lettore il percorso di queste pagine intrise di autori illuministi come Diderot e D'Alembert, di storici dell'industria e di grandi protagonisti del mondo letterario e manageriale. Sì, perché la vera sfida che Dioguardi propone è quell'alleanza tra cultura e impresa che ancora oggi resta purtroppo incompiuta, trovandoci spesso impreparati di fronte alle sfide, al caos e alla dis/organizzazione del Terzo Millennio che abbiamo ogni giorno sotto i nostri occhi.

Professor Dioguardi, il suo libro è un cammino risoluto e carico di soluzioni possibili alle nostre turbolenze attuali. Cominciamo da queste: quante crisi dopo gli eventi terribili degli ultimi anni. Come affrontiamo il cambiamento?

«Il cambiamento, fenomeno tipico dell’andare del mondo, oggi viene caratterizzato da una complessità turbolenta fondamentalmente determinata da eccessiva presenza di tecnologie e situazioni innovative che di fatto la rende ingovernabile. Il cambiamento va dunque affrontato con nuove competenze da ricercare definire e insegnare a coloro che lo devono gestire».

Nel libro s’individua  l'importanza di affidarsi ai giovani. E finalmente! Pensi che l'Italia sia ancora un paese per giovani? 

«Nuove competenze vanno individuate per affrontare e governare la complessità. Tutto ciò non può che avvenire attraverso una ricerca nuova e costante la cui naturale attività è tipica dei giovani ai quali va attribuita fiducia e soprattutto mezzi adeguati che restituiscano all’Italia quell’immagine di paese straordinario ambito da tutti i più grandi ricercatori del mondo».

La sfida dell'impresa enciclopedia: la cultura e la ricerca come antidoto alle crisi, in che modo?

«La presenza di una nuova forma di cultura connessa all’uso diffuso degli strumenti informatici deve essere in qualche modo guidata per essere meglio utilizzata anche nella ricerca. Per questo ho pensato a una nuova impresa – l’impresa enciclopedia - i cui partecipanti prendendo coscienza della loro cultura, diventino interpreti nel loro insieme di un sapere enciclopedico da trasferire sul territorio e sugli abitanti che vi vivono per intervenire anche su situazioni preoccupanti quali il degrado e l’emarginazione di molte delle nostre periferie».

Una sfida del Terzo Millennio che ritieni sia stata vinta e una che ritieni sia stata persa.

«Vinta è certamente la sfida delle nuove tecnologie informatiche e digitali che tuttavia hanno purtroppo indotto un decadimento generalizzato di valori non soltanto etici ma anche di carattere sociale con conseguente oscuramento dello scenario generale. Avverto allora la necessità di un ritorno all’Encyclopédie attraverso la quale l’Illuminismo seppe riacquistare e diffondere la luce restituendo l’uso di ragione».

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