Mercoledì 19 Febbraio 2020 | 01:16

NEWS DALLA SEZIONE

La nomina
David di Donatello 2020, al molfettese Mastromauro il miglior cortometraggio

David di Donatello 2020, al molfettese Mastromauro il miglior cortometraggio

 
La curiosità
Il film con Sophia Loren girato in Puglia sbarca su Netflix

Il film con Sophia Loren girato in Puglia sbarca su Netflix

 
fiction
Luisa Ranieri è la commissaria Lolita Lobosco: primi ciak a marzo a Bari Vecchia

Luisa Ranieri è la commissaria Lolita Lobosco: primi ciak a marzo a Bari Vecchia

 
cinema
«Si vive solo una volta»: dottori in allegria per il Verdone in salsa pugliese

«Si vive solo una volta»: dottori in allegria per il Verdone in salsa pugliese

 
La novità
Bif&st da Oscar a Bari, per il 2020 arrivano Roberto Benigni e Helen Mirren

Bif&st da Oscar a Bari, per il 2020 arrivano Roberto Benigni e Helen Mirren

 
La foto
Il murales di Regeni che abbraccia Zaki è un inno alla Libertà: l'opera di Laica a Roma

Il murales di Regeni che abbraccia Zaki è un inno alla Libertà: l'opera di Laica a Roma

 
la cerimonia
Oscar 2020, Parasite miglior film, prima volta per uno straniero

Oscar 2020, Parasite miglior film, prima volta per uno straniero

 
Lutto nel mondo del cinema
Morto Kirk Douglas, leggenda del cinema Usa: l'annuncio sui social del figlio Michael

Morto Kirk Douglas, leggenda del cinema Usa: l'annuncio sui social del figlio Michael

 
verso il festival
Sanremo, in città luminarie dedicate a Domenico Modugno

Sanremo, in città luminarie dedicate a Domenico Modugno

 
Il ricordo di Braynt
Kobe, la morte di un semidio innamorato del Belpaese

Kobe, la morte di un semidio innamorato del Belpaese

 
Basket
È morto Kobe Bryant in lacrime lo sport mondiale

È morto Kobe Bryant in lacrime lo sport mondiale

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari calcio, Ciofani: «Bisogna cambiare passo per vincere tutte le partite»

Bari calcio, Ciofani: «Bisogna cambiare passo per vincere tutte le partite»

 

NEWS DALLE PROVINCE

BatIl salvataggio
Molfetta, «Caretta-Caretta» agonizzante in uliveto: lontana 4 Km dal mare

Barletta, trovata «caretta-caretta» agonizzante in campagna: affidata al Wwf

 
FoggiaL'aggressione
Apricena, commerciante rapinato e ferito mentre va in banca

Apricena, commerciante rapinato e ferito mentre va in banca

 
BariL'inaugurazione
Spazio, la barese Sitael apre sede in Australia: costruirà satelliti

Spazio, la barese Sitael apre sede in Australia: costruirà satelliti

 
TarantoLa sentenza d'appello
Taranto e bilanci fasulli, ex sindaco non dovrà risarcire Comune

Taranto e bilanci fasulli, ex sindaco Di Bello non dovrà risarcire Comune

 
LecceIl caso
L'orologio funziona, ma il cuore no: leccese «salvato» da smartwatch

L'orologio funziona, ma il cuore no: leccese «salvato» da smartwatch

 
PotenzaIl caso
Petrolio lucano, incidente a Tempa Rossa: si tratta di malfunzionamento

Petrolio lucano, incidente a Tempa Rossa: si tratta di malfunzionamento

 
MateraL'inchiesta
Sanitopoli lucana, ex governatore Marcello Pittella rinviato a giudizio

Sanitopoli lucana, a giudizio ex governatore Pittella: con lui anche ex dg Asl Bari

 
BrindisiIl caso
Francavilla Fontana, col trattore rubato non si ferma all’alt

Francavilla Fontana, col trattore rubato non si ferma all’alt

 

i più letti

moda

È morto lo stilista Ungaro: aveva origini pugliesi

Via dalle passerelle nel 2004. Aveva 86 anni

È morto lo stilista Ungaro: aveva origini pugliesi

Addio a Emanuel Ungaro, il couturier che «amava le donne», come lui stesso precisava in un’intervista. Ungaro, malato da tempo, è morto ieri sera nella sua casa di Parigi. Una fine senza clamore, circondato dall’affetto della famiglia. Dalle passerelle si era allontanato già anni fa. Una decisione presa anzitempo nel 2004, la stessa che due anni prima, veniva annunciata da Yves Saint-Laurent, altra icona francese della haute couture, e nel 1968 dal couturier spagnolo Cristobal Balenciaga, dal quale il giovane Emanuel aveva fatto l’apprendistato e di cui era stato l’allievo preferito.

Pur essendo nato nel 1933 in Francia, Ungaro aveva sangue italiano nelle vene. Sue padre era un sarto pugliese, di Francavilla Fontana, fuggito oltralpe per scampare al fascismo. La moda era quindi nel dna del piccolo Emanuel che già a pochi anni aveva ricevuto in dono una macchina da cucire. Ma il suo legame con l’Italia venne rinnovato soltanto dopo il suo addio alle moda. Ungaro trascorse i lunghi periodi a Roma, dove aveva acquistato e restaurato un palazzo cinquecentesco.

In un’intervista al settimanale Paris Match dove aveva svelato la sua decisione di lasciare l’haute couture, Ungaro aveva ironizzato dicendo di non volere «statue e musei» dedicati a lui. «Mi sento vivo», aveva affermato, e «guardo avanti». Ma il suo addio alla moda fu invece definitivo. «Ho consacrato più di 35 anni della mia vita all’Alta Moda. L’ho amata con una passione divorante. -diceva - Assieme all’universo che rappresenta: laboratori, artigiani, ricamatori, tutti detentori di un savoir faire che rischia di morire. Se c'è un dramma è quello di questa gente che perde l’arte e il lavoro. Certe sarte erano con me dall’inizio. Ma bisogna tagliare i fili, disfare questa famiglia che si era formata nell’armonia».

Per Ungaro l’Alta Moda era un «lusso supremò'sempre più difficile e rarefatto: «Non è l’Alta Moda che scompare ma la società che cambia.- sosteneva - Non ci sono più molte donne per portarla. Anche se si dimenticasse il costo di un vestito di Alta Moda la sua maniera, la sua raffinatezza, il suo perfezionismo non sono dei valori d’attualità ai nostri giorni».

Ungaro aveva ceduto nel 1996 il controllo della sua maison al gruppo Ferragamo. Aveva fondato la sua maison nel 1965 a Parigi, «fiero di essere francese» e riconoscente nei confronti del paese che aveva accolto suo padre sarto «in fuga dalla dittatura di Mussolini».

«L'Italia - affermava - è bella, vibrante e mi coinvolge. Ma la mia città è Parigi. L’Italia sarà il mio scalo, la mia dolce vita».
Sposato con Laura Bernabei e padre di una figlia, Cosima, Ungaro era orgoglioso della descrizione di «stilista che ama le donne": «perchè non lavoro su un’idea ma sul corpo in movimento con le sue forme e la sua realtà» spiegava.

Dopo Ungaro si sono succeduti alla guida della sua maison molti designer. Il primo è stato Giambattista Valli, braccio destro del maestro e suo successore. Poi si sono alternati Vincent Darrè, Peter Dundas, Esteban Cortazar, Estella Archs cui fu affiancata Lindsay Lohan, destando sconcerto. Infine sembrava che il marchio (divenuto in seguito di proprietà americano- pakistana il marchio è passato per la produzione e la distribuzione al gruppo Aeffe nel 2012) avesse ritrovato smalto con Giles Deacon: ma è rimasto in sella alla direzione creativa due sole stagioni. L’ultimo direttore creativo, Marco Colagrossi, dopo un anno, ha lasciato la guida del marchio nell’ottobre 2018. Lo stilista aveva iniziato a collaborare con la maison nel marzo 2017, succedendo a Fausto Puglisi in sella per diversi anni. La sua ultima collezione, quella per l'autunno-inverno 2018/2019. Ora è il team stilistico interno alla maison a disegnare le linee del brand. Anche primavera-estate 2019 è stata affidata al gruppo di creativi guidato da Roy Luwolt, co-fondatore e direttore del marchio di calzature Malone Souliers. I funerali del grande couturier si terranno domani mattina a Parigi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie