LECCE - Il Lecce non ha più tempo per lasciarsi andare ai rimpianti. La sconfitta incassata contro il Milan lascia inevitabilmente l’amaro in bocca per il modo in cui è arrivata. Prima il doppio vantaggio, poi il clamoroso ribaltone nel giro di un quarto d’ora. Dalla prospettiva di una vittoria storica si è così passati a una cocente delusione, una sconfitta che lascia strascichi importanti nel morale e nel percorso del campionato.
È sicuramente il momento più delicato della gestione di Marco Giampaolo, perché il ko contro il Milan dà continuità a un trend negativo. Contro i rossoneri, infatti, è arrivata la terza sconfitta consecutiva in campionato dopo quelle contro Udinese e Fiorentina. È la prima volta, con Giampaolo in panchina, che il Lecce infila tre stop consecutivi, andando inevitabilmente a incidere pesantemente sulla classifica. Chiaramente nulla è ancora deciso e tutto è ancora in gioco. Nella parte bassa della graduatoria, infatti, le distanze sono ancora molto ravvicinate e con dieci partite da giocare tutto può succedere. Il Lecce è in piena corsa salvezza ma inevitabilmente serve un cambio di marcia nelle prossime settimane. La sconfitta contro il Milan ha evidenziato qualità ma anche limiti evidenti, soprattutto nella gestione del vantaggio. Vero è che i rossoneri potevano contare su giocatori di grande qualità in grado di fare la differenza con le loro giocate, ma la squadra salentina, una volta acquisito il doppio vantaggio, avrebbe potuto e dovuto capitalizzare la ghiotta occasione per portare a casa i tre punti e sfatare il tabù contro le big. Invece, il Lecce si è riscoperto fragile soprattutto dal punto di vista caratteriale e la speranza per Giampaolo è che la squadra non si abbandoni al loop negativo delle ultime settimane e imbastisca una reazione già nella prossima delicatissima trasferta sul campo del Genoa.
Da cosa ripartire? Sicuramente da tutto quanto di buono fatto contro il Milan. D’altronde, non ci si trova in vantaggio di due reti per caso contro una squadra ferita ma pur sempre di grande qualità come quella rossonera. Lo spirito deve essere quello battagliero della prima parte del match, con la voglio di proporre la propria idea di calcio senza timori reverenziali. Di buono c’è poi che il Lecce è riuscito finalmente a spezzare il digiuno dal gol che mancava da quattro partite. Occasioni alla mano, i giallorossi sono riusciti a creare almeno tre o quattro palle-gol nitide, soprattutto nel primo tempo, come non accadeva da settimane. Importante è anche il ritorno al gol di Nikola Krstovic, autentico mattatore della partita. È un vero peccato che la sua doppietta non abbia portato punti utili alla causa, ma quel che è certo è che la crescita del montenegrino è ormai evidente e sotto gli occhi di tutti. Il numero nove giallorosso ha toccato quota nove centri in campionato ed è ormai a un passo dalla doppia cifra. A suon di giocate da vero bomber è chiamato a trascinare con le sue reti il Lecce verso la salvezza, ma servirà anche altro.
Come rimarcato da Giampaolo nel corso della conferenza stampa della vigilia, ai giallorossi mancano le reti di reparti diversi da quello d’attacco. Un problema atavico se si pensa che per ritrovare l’ultimo gol di un centrocampista, ad esempio, bisogna andare indietro addirittura fino al febbraio del 2024, oltre un anno fa (Oudin, oggi alla Sampdoria, contro la Fiorentina). Serviranno anche i gol degli «insospettabili» per migliorare lo score realizzativo, che vede ancora il Lecce vantare il brutto primato di peggior attacco della serie A. Arrivati a questo punto del campionato, infine, non si potrà più guardare in faccia nessuno. È fattuale che nelle ultime dieci partite del campionato il calendario del Lecce sia poco clemente, prevedendo incontri ad alta quota contro big come Napoli, Juventus, Atalanta, Roma e Lazio. Per centrare la salvezza sarà fondamentale invertire il trend contro le grandi, perché i punti utili per la permanenza in serie A andranno cercati per forza di cose su tutti i campi e contro qualsiasi avversario.
















