LECCE - «Cagliari sarà una prova di maturità». Marco Giampaolo suona la carica alla vigilia della partita che vedrà il suo Lecce impegnato sul campo della formazione sarda. Una trasferta ostica per la squadra giallorossa, uno scontro diretto che appare come uno snodo cruciale in questa fase di stagione. L’obiettivo dei salentini è quello di dare continuità alla vittoria ottenuta una settimana fa contro l’Empoli, per cercare di portare a casa punti preziosi in chiave salvezza contro un’altra diretta rivale.
«Dobbiamo essere pronti a reagire agli eventi - dice Giampaolo - il Cagliari in casa è difficile da affrontare ma non dimentichiamo anche che ha ottenuto quattro punti nelle ultime due trasferte. La posta in palio è alta per entrambe le squadre, non è una sfida da dentro o fuori ma può essere determinante quando si tireranno i conti a fine campionato. I miei ragazzi lo sanno bene, abbiamo lavorato tanto sull’aspetto mentale perché dobbiamo essere pronti a tutto, non solo dal punto di vista fisico ma anche emozionale».
Decisiva, secondo il tecnico, sarà la lettura dei momenti della partita: «Ci sono frangenti dell’incontro durante i quali il tuo avversario può fare meglio di te. Fa parte del calcio, non puoi pensare di prendere il sopravvento per tutto l’arco della partita. Quei momenti vanno gestiti con risorse mentali, fisiche e tecniche, bisogna interrompere la supremazia degli avversari rafforzando il proprio possesso del pallone. Contro l’Empoli abbiamo commesso degli errori di disattenzione, che avevo appuntato alla squadra già durante l’intervallo. Ora non possiamo pensare di andare a Cagliari e giocare novanta minuti più recupero con la sigaretta in bocca, ci saranno dei momenti di difficoltà e noi dobbiamo essere bravi a gestirli».
Rispetto all’undici titolare, Giampaolo non svela le sue carte: «In difesa Bonifazi sta bene, così come Jean. Stanno bene anche Pierotti e Dorgu. Non vogliamo dare vantaggi a nessuno, ho già fatto delle valutazioni ma mi riservo di dormirci su ancora una notte prima delle decisioni finali». Fra i giocatori meno impiegati nelle ultime uscite c’è il centrocampista Ylber Ramadani, che da titolare inamovibile ha perso posizioni nelle gerarchie della linea mediana. Il tecnico, tuttavia, riconosce l’importanza del mediano albanese: «A Empoli l’ho elogiato perché è subentrato e ha risposto presente. Nell’ultimo periodo non ha giocato ma ha reagito in maniera eccellente, da professionista. È arrabbiato perché non scende in campo ma è riuscito a canalizzare la sua rabbia nella direzione migliore. Ora lo vedo bene, prima mi sembrava un po’ più spento, magari era sicuro di alcune gerarchie. Mi sta dando risposte positive e oggi è un giocatore diverso rispetto a un mese fa, quando mi sembrava sottotono dal punto di vista fisico e mentale».
Sulla trequarti si candida a una maglia da titolare Thorir Helgason, reduce da una buona prova contro l’Empoli: «Dalla metà campo in su è un giocatore di qualità, che si presta anche a fare un certo tipo di lavoro tattico quando la squadra non ha il pallone. Abbiamo bisogno di un calciatore come lui».
In avanti, invece, la fiducia di Giampaolo è riposta nei gol di Nikola Krstovic: «Diventerà un giocatore forte. Dico diventerà, parlando al futuro, perché ha tantissimi margini di miglioramento, può correggere degli aspetti che sono facilmente correggibili. I gol migliorano l’autostima e lui è un giocatore forte caratterialmente, non si abbatte anche quando viene criticato. Questo è un suo punto di forza».
Sulle fasce offensive, invece, il tecnico giallorosso evidenzia la varietà di scelta a sua disposizione: «Abbiamo preso Karlsson perché è un calciatore molto interessante. Gli esterni sono i calciatori che sostituisci maggiormente durante la partita. Ne servono due per lato e noi con Morente, Dorgu, Pierotti e Karlsson ci sentiamo garantiti. Karlsson è arrivato da poco ma lo considero un titolare alla stregua degli altri. Lui ha la qualità per saltare l’uomo, è un giocatore frizzante. Ora c’è Morente che sta facendo benissimo, è impeccabile perché sa far gol e sa difendere, è un calciatore completo e non c’è la necessità che io lo tolga dal campo. Ma allo stesso tempo ho anche molta fiducia in Karlsson».
















