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Lecce, per Mencucci il cuore in subbuglio: «La mia “prima” contro la Viola»

Lecce, per Mencucci il cuore in subbuglio: «La mia “prima” contro la Viola»

Lecce, per Mencucci il cuore in subbuglio: «La mia “prima” contro la Viola»

 
Fabio Casilli

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Fabio Casilli

mencucci lecce calcio

La rinascita di Umtiti: «Qui voglio tornare quello di tre anni fa»

Venerdì 14 Ottobre 2022, 16:33

17:09

LECCE - Ben 17 anni passati alla Fiorentina e, lunedì prossimo, al Via del Mare, Sandro Mencucci, da maggio scorso amministratore delegato del Lecce, si ritroverà il club viola come avversario.
Dottor Mencucci, come sta vivendo l’attesa di Lecce-Fiorentina?
«Beh, l’attesa della partita è sempre importante, perché noi dobbiamo lottare in tutte le gare. E questa contro la squadra della mia città e la società, in cui ho lavorato per 17 anni come amministratore delegato, ha ovviamente un sapore diverso. Tra l’altro, è la prima volta che incontro la Fiorentina da avversario. Perché io, dopo Firenze, sono andato in Inghilterra».
Che giudizio dà sul Lecce visto in questo avvio di stagione in A?
«Un giudizio ottimo. Abbiamo visto una squadra in progressione, domenica dopo domenica. Abbiamo fatto bene anche quando abbiamo perso e non per nostro demerito. Abbiamo tenuto testa alla Roma all’Olimpico, in 10 contro 11, col Napoli al “Maradona” e con l’Inter in casa alla prima di campionato. Quando giochi con grandi club, spesso e volentieri ai giocatori inesperti possono tremare le gambe. Noi abbiamo una squadra giovane, ma che già dimostra esperienza. Certo potevamo avere qualche punto in più con Monza e Roma».
Fa riferimento a due gare, in cui le decisioni arbitrali, ai danni del Lecce, hanno inciso parecchio. Che ne pensa?
«In proposito ha già detto tutto il mio presidente e noi ci atteniamo e condividiamo al 100 per cento il pensiero di Saverio Sticchi Damiani. Certo, dispiace. Noi dobbiamo vigilare perché non accada più. Ci sono le sedi opportune in cui far sentire la nostra voce. Vogliamo essere trattati in maniera egualitaria rispetto agli altri».
Tornando alla sfida di lunedì prossimo, il Lecce è a soli 2 punti dalla Fiorentina.
«Certo, siamo a 2 punti in classifica dalla Fiorentina, nonostante il monte ingaggi tra le due squadre sia notevolmente distante. In pochi punti ci sono tantissime squadre e si dovrà lottare fino all’ultima partita per raggiungere l’obiettivo di restare in A».
Quale giocatore giallorosso l’ha piacevolmente sorpreso?
«È sempre difficile dare un giudizio sul singolo. Ci sono giocatori, che hanno esordito quest’anno in A, altri che sono arrivati dall’estero e hanno bisogno di un periodo di ambientamento. E poi c’è l’ossatura che arriva dalla promozione conquistata alla fine dello scorso campionato in B. Ma hanno tutti la giusta predisposizione per affrontare al meglio questa stagione. Sono contento di tutti, questa squadra mi piace».
Dell’esordio di Samuel Umtiti all’Olimpico che pensa?
«È un grandissimo professionista che, con grande serietà e umiltà, ha fatto un ottimo esordio. Vedo una difesa perfetta, il portiere non si discute, ma anche gli altri».
A proposito di ambientamento, com’è stato il suo nel Salento?
«Prima ci ero venuto solo per vacanza o per lavoro quando ero con la Fiorentina. Insomma, più “toccata e fuga”. Se non ci si vive, non si capisce com’è questa terra: le bellezze della natura, il clima, il buon cibo, le persone stupende. E devo dire che la bellezza del Salento la sto vivendo più ora, senza troppi turisti, rispetto all’estate».
La squadra resterà così com’è o nel mercato di gennaio ci saranno innesti o l’addio di qualche giocatore?
«Guardi, la forza di una società di calcio, come è regola anche in tanti settori, si misura anche dal non invadere il campo altrui. Al mercato pensa Corvino. Io lo conosco bene e lui non ha bisogno di miei suggerimenti o di consigli».
Passando al suo «campo», qual è la situazione dei conti in casa Lecce?
«Noi abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili e immaginabili, grazie al presidente per primo e a Corvino. Ci sono i diritti televisivi, che comportano il pagamento del 10 per cento, non solo il primo, ma per 3 anni. Per dire: se incassiamo 30 milioni dai diritti, 3 milioni vanno versati durante l’anno. Ma abbiamo una società e una squadra che vanno avanti con le proprie gambe».
Lei è arrivato a Lecce nei giorni in cui l’allora socio di maggioranza, René de Picciotto, andava via, parlando di debiti eccessivi.
«Guardi, sono assolutamente debiti fisiologici per una squadra di calcio. Una situazione gestibile, non in un anno, ma sicuramente in un triennio. Anche Roma non è stata fatta in un giorno. Noi abbiamo una tranquillità finanziaria. Io capisco la posizione di De Picciotto, è un grande imprenditore, ho ottimi rapporti con lui. Quello che lui dice vale e giustamente nelle imprese ordinarie, meno nel mondo del calcio, in cui c’è una struttura diversa. Lui ha preso questa decisione e il presidente Sticchi Damiani ha poi deciso di rilevare personalmente quelle quote. Per quanto riguarda i debiti fiscali, noi - come tutte le altre società - dovremo pagare entro il prossimo 16 dicembre, tutto quello che è stato rinviato per il Covid. Dovremo adempiere a questo impegno e lo faremo senza problemi. È stato chiesto, a livello di Lega Calcio, una rateizzazione per evitare che si generino squilibri finanziari. Ma ripeto: vale per tutte le società di calcio. Per questo stiamo tutti aspettando che si insedi il nuovo governo. Il Lecce lo farà sicuramente. Se ci daranno la possibilità di farlo in maniera graduale, sarà meglio».
Il Lecce ha deciso di investire molto sui giovani.
«E questo è assolutamente positivo. Se guardiamo al Lecce, il suo patrimonio tecnico, fatto di tanti giovani, è a cifre molto basse. E questo rappresenta spesso e volentieri una “riserva occulta”, perché quel patrimonio tecnico, ora quantificato a poco, sarà magari valorizzato in futuro e ci darà grandi soddisfazioni. Finché hai uno come Corvino, questo patrimonio di giovani non può che continuare a crescere».
A proposito di soci, a livello mediatico si sono perse un po’ le tracce di Boris Collardi, Pascal Picci e dell'indonesiano Alvin Sariaatmadja?
«Assolutamente no. Posso assicurare che non c’è settimana, in cui via call non mi confronti con loro. Vogliono giustamente essere informati, danno consigli, sono assolutamente presenti».
Lunedì vedrà la gara da casa o allo stadio?
«In tutte le partite io sono allo stadio, con la squadra ovviamente. In questo caso sarò al Via del Mare. Come può immaginare, sono in contatto con tanti amici di Firenze. Qualcuno mi verrà a trovare a Lecce. Io li ho già avvertiti: “Guai a voi se, per ipotesi, vi vedo esultare per un gol della Fiorentina. Finirete male” (ride, ndr)».
I suoi amici fiorentini non devono esultare, lei lo farà?
«Io esulterò per il Lecce, perché qui ormai sono a casa mia».

Umtiti, a Lecce per scrivere percorso per me e squadra

Non poteva scegliere che un palcoscenico come l’Olimpico per il suo debutto in maglia giallorossa, nella sfida di campionato contro la Roma. Samuel Umiti, campione del mondo in carica, ha finalmente fatto il suo 'battesimo calcisticò con la maglia del Lecce. «Sono stato molto contento e fiero dell’esordio - dichiara il difensore nel corso del suo primo incontro con la stampa -. Mi preparavo da mesi, aver debuttato a Roma è stato bello, anche se abbiamo perso. Il Lecce è una squadra molto giovane, la più giovane del campionato, ma sembra una squadra molto solida e unita, che corre molto. Non conoscevo i giocatori, ma sono rimasto colpito dalla loro qualità: i margini di crescita ci sono». Torna a calcare il terreno di gioco dopo tanto tempo: «Quello che per me è importante è riprendere a giocare e sentirmi importante nella squadra - prosegue Umtiti -. Ci sono tante cose che ho fatto con la nazionale francese, come vincere il campionato del mondo. Ma ora quello che per me è fondamentale è solo il Lecce. Dai tifosi ho avuto una grande accoglienza, e mi piace condividere con loro le emozioni. Oggi il mio obiettivo è essere importante per la squadra e ritrovare la forma di tre anni addietro. Ho bisogno di tempo e l’esordio solo contro la Roma è dovuto a questo».

Sui motivi che lo hanno spinto a sposare il progetto Lecce, Umtiti è abbastanza schietto: «Dopo Barcellona avevo bisogno di tranquillità. Lecce è una città bella ed ideale per vivere e giocare. Ho parlato con l’area tecnica sottolineando il bisogno di un luogo discreto, e abbiamo condiviso assieme la scelta di fare un percorso per tornare al top». E lunedì sera nella sfida contro la Fiorentina potrebbe esserci l’esordio al Via del Mare: "Sono impaziente - commenta -. Tifoseria e ambiente caricano la squadra, ed è un momento che aspetto. Sono certo che la gente ci farà e darà il supporto necessario, spingendoci oltre le nostre capacità». Normale poi che il discorso scivoli sulla chiamata di Deschamps per il Mondiale in Qatar: «Ho molti obiettivi, ma adesso penso a riprendere a giocare e a sentirmi importante. Ho fatto tanto con la nazionale francese, ma ora mi concentro nella mia partecipazione nel quotidiano qui a Lecce, cercando di aiutare la squadra. Non sarà facile arrivare a un certo livello, ritornandoci partendo dal basso. Ma lo faccio perché ho un percorso da costruire, percorso che voglio scrivere con questa maglia. Mi auguro che sia una bella storia per me e per il Lecce», conclude Umtiti.

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