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LECCE - Conosce la strada che porta in massima serie, Fabio Lucioni, navigato difensore centrale del Lecce. L’ha percorsa nel 2016/2017, con il Benevento, e nel 2018/2019, con la sua attuale formazione, con la quale sta inseguendo nuovamente il traguardo-promozione. Nella precedente avventura vissuta in B con il team salentino, a cinque turni dalla conclusione, il complesso all’epoca diretto da Fabio Liverani era secondo, a +1 sulla terza, proprio come la compagine oggi allenata da Eugenio Corini.

«Quello in corso è un campionato totalmente differente a causa della pandemia in atto - sottolinea lo “Zio”, com’è soprannominato il calciatore umbro - Si gioca con notevole frequenza e gli sforzi che si sostengono sono enormi. Ciò che non deve assolutamente mutare, nel Lecce, rispetto al 2018/2019, è la voglia di approdare in A, che deve essere la medesima.

L’”osso” in questo momento lo abbiamo in bocca noi e dobbiamo tenercelo stretto con grande determinazione, evitando che chi ci insegue possa sottrarcelo».

Assente Marco Mancosu, a causa dell’intervento alla colecisti dal quale sta pian piano recuperando, la fascia di capitano è passata sul braccio di Lucioni: «Questa è una bella responsabilità da portare sulle spalle. Perché ti fa sentire nel vivo del progetto, ti fa avvertire la fiducia che viene riposta in te. L’assenza di Marco naturalmente è pesante perché per lui parlano i numeri. È un uomo importante per la categoria e quindi lo è per la nostra squadra. Quando c’è garantisce estro, conclusioni in porta, gol, assist. E’ un giocatore che sa spaccare le partite. Ma abbiamo alternative valide in ogni ruolo. La rosa è stata costruita con la massima attenzione, per lottare in alto».

C’è concorrenza anche per conquistare i due posti di difensore centrale: «Si tratta di uno stimolo in più per continuare a lavorare con intensità e per cercare di tenersi stretta la maglia da titolare oppure di conquistarla. Tutti vorremmo andare in campo. Poi tocca all’allenatore fare le scelte. Noi calciatori ci mettiamo a completa disposizione».

Con Meccariello l’intesa è collaudata: «Ci troviamo a meraviglia. Insieme abbiamo già disputato una sessantina di partite. Ma ognuno di noi si allena allo stesso modo, seguendo le medesime idee tecnico-tattiche. Chi viene chiamato in causa sa bene cosa fare».

L’annata agonistica potrebbe essere vicina ad una svolta. Nelle due giornate alle porte, il Lecce se la vedrà con Vicenza e Cittadella, mentre la Salernitana affronterà Venezia e Monza: «Ho sempre pensato che i tornei si vincano o si perdano nei turni infrasettimanali, quando si disputano partite ravvicinate. Le prossime due gare costituiscono l’ultimo turno del genere. Pertanto, queste sfide avranno senz’altro un peso notevole. Noi non ci siamo depressi quando occupavamo l’ottavo posto e non ci siamo esaltati quando siamo stati a +4 sulla terza. Significa che abbiamo equilibrio e non mi riferisco a quello che serve in campo, ma nell’ambiente. Ebbene, questa caratteristica dovrà caratterizzarci sino alla fine».

Lucioni indica la strada da percorrere: «Quando parlo ai compagni prima di un match dico che dobbiamo divertirci. Con brillantezza e con spensieratezza. Quando lo abbiamo fatto i risultati sono stati sempre estremamente positivi».

Contro la Spal, sabato scorso, si è fatto sorprendere da Okoli in occasione del gol che ha deciso la contesa in favore dei ferraresi: «Ho sbagliato perché nel momento in cui i nostri rivali diretti si sono scambiati la traiettoria di corsa, io mi sono fatto trovare “piatto” perché correvo all’indietro. Purtroppo, questa circostanza non mi ha consentito di staccare bene per avere la meglio sul difensore avversario che stavo marcando».

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