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Polemiche feroci su Antonio Conte, con i supporter giallorossi che lo attaccano a spada tratta sui social. Lunedì, in occasione dei primi due gol rifilati dalla sua Inter al Lecce, il tecnico nerazzurro ha esultato in maniera apparsa ai più esagerata, stante il fatto che di fronte aveva la squadra della sua città, che quella giallorossa è una formazione neopromossa e che l’incontro non aveva certo l’importanza di una finale di Champions League.

«Proprio - ricordano i sostenitori giallorossi - come accadde il 31 agosto 1997, sotto il settore da noi occupato al “Delle Alpi” di Torino, nel corso del match Juventus-Lecce, quando l’ allora centrocampista bianconero firmò il gol del definitivo 2-0 in favore della propria compagine».

«Questa storia oramai va avanti da 22 anni - afferma Antonio Ricciato, presidente di “Salento Giallorosso”, che era al “Meazza” lunedì - da Conte non mi sarei aspettato nulla di diverso perché non ha mai rispettato le proprie radici. L’esultanza dopo la rete segnata con la maglia della Juventus e dopo i gol realizzati dall’Inter sono solo due episodi di una lunga serie. E’ una storia che si ripete. Del resto, cosa pensiamo di lui lo abbiamo urlato nei cori scanditi nel corso della gara».

Al “Mezza”, con i “Ringo’s Boys”, era presente anche Oronzo Valletta, tifoso giallorosso di vecchia data: «Probabilmente Conte soffre per l’astio riservatogli dalla sua gente, che però è stato determinato da suoi atteggiamenti. Ora siamo dinanzi ad un circolo vizioso. Prima di Inter-Lecce dal terzo anello occupato dai supporter salentini si sono levati slogan contro di lui, che a sua volta ha esultato in maniera spropositata dopo le prime due reti della sua formazione. Con una battuta, potremmo dire che lui è il Dante Alighieri del Salento, è la conferma del detto “nessuno è profeta in patria”».

Sull’argomento, Pinuccio Milli, storico frequentatore della curva Nord, è un fiume in piena. «Di norma, si fa risalire l’avversione dei sostenitori del Lecce nei confronti di Conte all’esultanza esagerata alla quale si lasciò andare quando fece centro contro l’undici giallorosso con la Juventus, il che è vero - nota - Ma ci sono stati altri due episodi ben più gravi che risalgono al periodo nel quale ha allenato il Bari. In occasione di una delle prime interviste rilasciate in questa veste ebbe a dire, da leccese, che per lui il derby è quello di Torino. Inoltre, una volta centrata la promozione in A a Piacenza, fece addirittura vestire la sua figlioletta di biancorosso, festeggiando sotto il settore occupato dai tifosi baresi. A Milano, lunedì, è stata scritta solo un’altra puntata della serie. E’ uno dei migliori allenatori al mondo, ma certi atteggiamenti sono inaccettabili». Milli racconta un episodio relativo ai primi mesi vissuti da Conte alla Juventus: «Su sua richiesta, fummo io e un amico in comune a portare il giovane Antonio nella sede dei “Drughi”, gli ultras bianconeri, nel periodo in cui lui non era ancora tenuto in grande considerazione da Trapattoni, grazie all’amicizia che mi legava e mi lega a Pino Leo, di Latiano, che era uno dei capi del gruppo e che resta un tifoso storico della “Vecchia Signora”. Evidentemente, a differenza di oggi, all’epoca Conte rispettava le sue origini salentine...».

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