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Fasano, due fratelli adottati ritrovano il padre dopo vent’anni: «Pensavo sarei morto senza mai conoscerli»

Giunti in treno, sono stati aiutati nelle ricerche dai vigili urbani e dall’ufficio anagrafe

Ci sono voluti più di venti anni, ma alla fine hanno potuto abbracciarsi. È incredibile la storia di due ragazzi che, grazie alla possibilità di ricerca delle proprie radici consentita dalla legge italiana, hanno potuto ritrovare il loro padre naturale. I due fratelli erano stati dati in adozione venti anni fa. Sono cresciuti in una bella famiglia adottiva che non gli ha mai fatto mancare niente. Con gli anni, però, hanno sentito il desiderio di conoscere le proprie origini. Non senza difficoltà, sono riusciti a sapere il nome del padre.

Sabato scorso, nel pomeriggio, hanno raggiunto Fasano e, arrivati in piazza Ciaia, sono andati incontro a due vigili urbani. Gli hanno raccontato la loro storia e gli hanno chiesto di aiutarli. I due agenti inizialmente sono stati costretti ad alzare le braccia: con i pochi elementi che gli avevano fornito, non sapevano come aiutarli. I due giovani non si sono arresi. «Abbiamo faticato tanto - hanno detto agli agenti - per arrivare sino a qui e per nessuna ragione ci arrenderemo all’ultimo step».

La fortuna ha voluto che, nonostante fosse sabato, all’ufficio Anagrafe del Comune gli impiegati fossero al lavoro per gli adempimenti del referendum. I vigili hanno quindi effettuato una ricerca negli archivi dell’Anagrafe. Di persone con il nome e cognome del padre naturale dei due ragazzi ne hanno trovate una sessantina, ma solo una di loro ha la residenza nel centro storico (elemento che i fratelli conoscevano) e un’età compatibile. Tornati in piazza, gli agenti hanno riferito ai ragazzi che sarebbero andati in avanscoperta a casa del loro presunto genitore. Quando hanno spiegato al 56enne fasanese il motivo della loro visita, l’uomo è scoppiato a piangere a dirotto: «Fateli venire, li voglio abbracciare. Non ho mai smesso di pensare a loro. Pensavo che sarei morto senza sapere più nulla di loro». 

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