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Punta del Serrone rinasce: tre donne guidano la rivoluzione culturale di Brindisi

Punta del Serrone rinasce: tre donne guidano la rivoluzione culturale di Brindisi

Punta del Serrone rinasce: tre donne guidano la rivoluzione culturale di Brindisi

 
Andrea Pezzuto

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Andrea Pezzuto

Punta del Serrone rinasce: tre donne guidano la rivoluzione culturale di Brindisi

Emma Taveri, Monica Fontanive e Alicia Lopez Martinez sono le protagoniste di BrindiSea, iniziativa nata dal basso per trasformare Punta del Serrone in un laboratorio di rinascita sociale e turistica

Martedì 19 Agosto 2025, 12:10

La rivoluzione culturale di Brindisi parte dal basso, da tre donne che hanno imparato ad amare questa terra. Il progetto di rilancio dello straordinario parco costiero di Punta del Serrone, concretizzatosi negli scorsi giorni grazie a un patto di collaborazione tra Comune, una rete di associazioni e Confesercenti (intenti a valorizzare l’area attraverso servizi turistici, sport acquatici, attività culturali e tutela ambientale), affonda le sue radici in un sopralluogo organizzato nel maggio del 2021 dall’allora assessore al Turismo e al Marketing territoriale, Emma Taveri, che vide la partecipazione di operatori del settore e associazioni cittadine. Da lì, è partita la strategia di valorizzazione dell’area mediante la candidatura dei progetti (poi finanziati) di recupero dell’ex batteria Menga e dell’ex Casa dell’ammiraglio. Finanche il nome dell’associazione temporanea di scopo che si occuperà di valorizzare la costa, ossia BrindiSea, è frutto della semina dell’ex assessore, che nella sua strategia comunicativa aveva puntato sul mare, dal contest sul sea working alla seaty beach di Cala Materdomini. Quello di Taveri si può definire un occhio «esterno», dato che sin da giovanissima ha lasciato Brindisi per studiare da destination manager in giro per il mondo. L’ex assessore al Turismo farà da consulente esterno in questa nuova avventura concepita dall’associazione BrindiSea, che è trainata da altre due donne venute da lontano. La prima, Monica Fontanive, è arrivata in città nel 2017 assieme al marito Frank Vitucci, ex coach della New Basket Brindisi, e da quel momento ha costruito un legame indissolubile con la comunità. È dirigente nazionale della Federazione italiana ambiente e bicicletta e, dopo tanto impegno civico per reclamizzare le bellezze di Brindisi, diffondere la cultura della mobilità sostenibile e denunciare i disservizi lungo le poche infrastrutture ciclabili della città, di recente ha fondato il movimento «Brindisi pedala e cammina», che sosterrà l’iniziativa di rilancio di Punta del Serrone. Un esposto del movimento inviato nei giorni scorsi alle istituzioni e alle autorità competenti sulle condizioni di abbandono del parco costiero è servito a sollecitare un primo intervento del Comune, che ha ripristinato alla bell’e meglio la recinzione d’ingresso dell’area verde, abbattuta settimane fa da incivili per poter parcheggiare le auto nel parco, fin sugli scogli. «Brindisi pedala e cammina nasce per la ristrutturazione dell’unica pista ciclabile esistente a Brindisi; per un pump track al Cillarese per imparare ad andare in bici; per una città meno inquinata e cittadini in salute.️ Brindisi bella...si può fare insieme», ha scritto Fontanive in uno dei suoi post di presentazione del movimento.

L’altra donna che ha un ruolo attivo in questa iniziativa viene dal Messico e si chiama Alicia Lopez Martinez. La sua è una storia particolare. Giunta a Brindisi sette anni fa per amore, nel 2022 ha perso suo marito, Fabio Lozito. Ha tuttavia deciso di restare e di portare avanti il negozio «Nautilus Pesca». In questi anni ha anche organizzato gare di pesca dei rifiuti in apnea, da Acque Chiare alla diga di Punta Riso. «A Brindisi mi sono sentita accolta sin dal primo momento. Dopo aver sofferto per una perdita importante, ero in una situazione in cui ho dovuto tirare fuori il meglio di me e ci sono riuscita grazie ai brindisini, che mi sono stati accanto. Per questo, ora cerco di restituire qualcosa a Brindisi, che tanto mi ha dato», commenta. «BrindiSea - aggiunge Alicia - nasce dalla voglia comune che le cose accadano anche qui, dalla volontà di toglierci di dosso quella mentalità secondo la quale a Brindisi non succede mai niente. Sono stata molto colpita dal potenziale di Brindisi. Non mi do una spiegazione sul fatto che, una città che ha tutto, possa avere tante mancanze. Essendo questa una città attiva sul fronte degli sport acquatici, voglio diffondere alle nuove generazioni la cultura della pesca sostenibile, non predatoria, che significa anche liberare il pesce dopo la cattura nella pesca sportiva; voglio condividere le conoscenze sulle nuove specie, come il pesce serra, che stanno proliferando in questo mare. Tutti noi di BrindiSea abbiamo fede in questa città, nonostante le risapute difficoltà».

«È interessante - afferma Emma Taveri - che la visione di qualche anno fa venga adesso concretamente portata avanti dal basso da una rete di associazioni. La crescita del turismo deve essere accompagnata dalla valorizzazione e dalla tutela del territorio. Questo è un processo che nasce dall’ascolto e che prosegue grazie a una comunità che continua a crederci».

È il potere della contaminazione culturale e della capacità di Brindisi di far sentire a casa chiunque approdi da queste parti.

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