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Brindisi, primi stop alla bioraffineria: «Vicina a case e altri opifici»

Brindisi, primi stop alla bioraffineria: «Vicina a case e altri opifici»

Brindisi, primi stop alla bioraffineria: «Vicina a case e altri opifici»

 
Andrea Pezzuto

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Andrea Pezzuto

Brindisi, primi stop alla bioraffineria: «Vicina a case e altri opifici»

«No» dell’Asi, Comune preoccupato per inquinanti e odori

Martedì 15 Luglio 2025, 10:59

Primi stop per il progetto della Forren Bioliquids, che in area Asi vorrebbe realizzare su 6,5 ettari un impianto chimico per la produzione di carburante sostenibile per l’aviazione e nafta rinnovabile mediante un processo di conversione di oli e grassi alimentari usati. Il progetto prevede un impianto capace di trattare 80mila tonnellate l’anno di prodotto, sviluppando una produzione di carburante sostenibile per l’aviazione pari a 60mila tonnellate l’anno. In fase di conferenza di servizi per il rilascio del Provvedimento autorizzatorio unico regionale, il Comune ha espresso riserve. Rispetto ai processi di dispersione degli inquinanti, e in particolare alla valutazione degli impatti di emissioni quali polveri, Nox, Sox e Co, lo studio fornito dalla società non avrebbe tenuto contro dell’individuazione di recettori come il cimitero e della «vicinanza territoriale dalle aree residenziali densamente abitate dei quartieri Perrino, Bozzano e di Brindisi Centro zona Seno di Ponente, che verosimilmente si troverebbero esposte alle emissioni industriali». Il Comune, pertanto, «in considerazione della ubicazione dello stabilimento e della prossimità di infrastrutture di movimentazione passeggeri portuali, opifici e aree residenziali, ritenendo necessario applicare il principio di precauzione a tutela della salute pubblica dell’ambiente e dei lavoratori», chiede di «garantire un contributo conoscitivo di dati connessi con gli impatti sanitari derivanti dal nuovo insediamento produttivo» e ritiene necessaria «la implementazione di una rete di centraline di monitoraggio dei contaminanti da posizionare sulle aree residenziali più prossime». L’ente rileva inoltre che «l’analisi dei processi dell’opificio evidenzia significativi impatti odorigeni sul territorio circostante. Pertanto «si rende necessario che il proponente realizzi un rete di monitoraggio esterna allo stabilimento e posizionata ai quartieri Perrino, Bozzano e Centro, con impiego di nasi elettronici». Uno stop senza appello è arrivato dal consorzio Asi, che rileva come nella rappresentazione del rischio industriale e di esplosione non si sia tenuto conto degli interventi industriali (carburanti e idrogeno, ndr) già autorizzati nell’area. Un «sì» con prescrizioni è stato invece rilasciato dalla Commissione tecnica regionale di valutazione ambientale secondo la quale, «considerando che i valori massimi di concentrazione stimati per ciascun inquinante in fase di esercizio risultano significativamente inferiori, anche di diversi ordini di grandezza, rispetto ai valori limiti di riferimento e preso atto di tutte le misure di mitigazione previste, è possibile considerare l’impatto del progetto sulla qualità dell’aria non significativo anche rispetto a possibili effetti cumulativi determinati da altri progetti». La Commissione ritiene comunque necessario inserire «un protocollo di sicurezza per l’invio dei gas infiammabili alla fiaccola di emergenza» e che in fase di progettazione esecutiva sia definito «un protocollo di misure di sicurezza atte a ridurre i rischi connessi alla presenza di idrogeno nell’impianto». La conferenza di servizi tornerà a riunirsi il 10 settembre.

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