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In Puglia e Basilicata

Il caso

Arneo fantasma, tranne che per battere cassa

 Arneo fantasma, tranne che per battere cassa

Il canale «fantasma»

Oltre a centinaia di euro l’anno versate al Consorzio, gli imprenditori brindisini pagano altri soldi per eseguire le bonifiche. Nella zona industriale una «foresta». Le aziende: «Da 5 anni nessun intervento, per i soldi si ricordano di noi»

14 Agosto 2022

Antonio Portolano

BRINDISI - C'era una volta un canale, quello che da Tuturano corre tra villaggio San Pietro e rione Perrino e arriva fino a Fiume Piccolo. C'era, perché oggi trovarlo è una autentica impresa dato che è sommerso di vegetazione che lo ricopre lungo tutto il percorso che attraversa la zona industriale di Brindisi e corre parallelamente a via Enrico Fermi. Ed è dagli imprenditori delle numerose aziende che sorgono lungo questo percorso che arriva la denuncia alla Gazzetta del Mezzogiorno. «Vabbé intanto pagate, poi per il lavoro vedremo», è questo si è sentito dire rispondere da un rappresentante dell'Arneo uno dei tanti responsabili delle imprese che lavorano in zona, costretti a pagare ogni anno diverse centinaia di euro per opere di bonifica inesistenti. «Ma perché ti devo pagare se sono almeno 5 anni che non si vede nessuno in questa zona?», ha ribattuto l'imprenditore che, nonostante tutto, anche quest'anno è stato costretto ad abbozzare e pagare il Consorzio di bonifica.

«Guardate qui come siamo ridotti», ha spiegato al cronista conducendolo per un breve viaggio nella boscaglia più fitta, manco fosse un angolo di Amazzonia. «Vedete un canale per caso? Per capire dove scorre l'acqua dovete seguire con lo sguardo le canne». Il canneto è assolutamente impervio con canne alte diversi metri che spiccano sul resto della vegetazione, foltissima. I riscontri del cronista proseguono lungo le aziende che corrono lungo il canale. «Siamo stati costretti, oltre che a pagare l'Arneo, a sborsare centinaia di euro per l'intervento di ruspe e trattori con cui liberare dalla boscaglia alcuni spazi delle nostre aziende. Tutti soldi spesi privatamente, data l'assenza di interventi. La vegetazione infatti è così fitta che era cresciuta al punto di invadere anche spazi delle nostre stesse aziende».

La situazione non solo è ingiusta dal punto di vista economico per gli imprenditori che pagano per servizi mai resi, ma anche perché crea situazioni di pericolo. «Col caldo torrido di questi giorni la nostra maggiore preoccupazione è che possa svilupparsi qualche incendio, arriverebbe immediatamente a mettere in pericolo le nostre aziende». Ma non è solo il fuoco a preoccupare, c'è anche l'acqua. «Le ultime piogge abbondanti hanno causato seri problemi. Il canale si è riempito al punto da allagare quasi i nostri cantieri. Non solo. La vegetazione ad un certo punto crea una sorta di “tappo” che ostruisce il canale e impedisce alle acque di arrivare a sfociare a Fiume Piccolo. Ne consegue che questa situazione non è solo problematica per le nostre aziende, ma diventa pericolosa anche per i residenti di Villaggio San Pietro in particolare dove l'acqua esonda dal canalone e invade la zona circostante creando grossi disagi».

Gli imprenditori denunciano: «L'Arneo ci ha dimenticato quando c'è da fare il lavoro, ma quando c'è da battere cassa di noi si ricorda benissimo. È intollerabile sentirsi rispondere: «Vabbé intanto pagate, poi per il lavoro vedremo». Crediamo che questo sia l'ultimo anno che lo facciamo e chiediamo subito che ci siano interventi urgenti, prima che il fuoco o l'acqua causino problemi seri anche alle nostre attività. Oltre al danno, la beffa».

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