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sicurezza e salute

Brindisi, su 78 morti sul lavoro 14 sono in agricoltura

Brindisi, su 78 morti sul lavoro 14 sono in agricoltura

Gesmundo (Cgil Puglia): «Riconoscere diritti e dignità ai braccianti»

18 Luglio 2021

Antonio Portolano

Brindisi - Il comparto agricolo, che in Puglia rappresenta un settore fondamentale per l’economia regionale, è tra i più esposti al rischio di infortuni e malattie professionali. I dati Inail regionali relativi al 2020 hanno registrato, infatti, una incidenza del settore agricolo pari al 10% delle denunce d’infortunio, del 30% delle malattie professionali denunciate. Dei 78 infortuni mortali sul lavoro avvenuti, ben 14 sono relativi a lavoratori agricoli. Proprio la provincia di Brindisi è stato il teatro della terribile morte del 27enne bracciante originario del Mali, Camara Fantamadi, stroncato da un malore il 24 giugno scorso, dopo aver lavorato nei campi in una giornata di afa irrespirabile. Dati ed eventi che testimoniano la necessità di intervenire in maniera efficace a tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici impegnati nel settore.

Trae spunto da questo quadro l’iniziativa sul tema «La tutela della salute in agricoltura» che si è tenuta al Municipio di Francavilla Fontana. Una l’assemblea informativa organizzata da Inail Puglia, Flai Cgil Puglia e Cgil Puglia destinata ai lavoratori, italiani e non, del settore agricolo che è stata particolarmente partecipata. L’appuntamento si inserisce tra le attività previste dal progetto «Diffondere salute e sicurezza in edilizia e agricoltura».

L’evento è stato aperto dal Coordinatore regionale del patronato Inca, Salvatore Arnesano, che ha spiegato l’impegno del sindacato nell’organizzare momento di confronto e discussione sul territorio insieme ai lavoratori per rispondere alle tanti situazioni di disagio e sfruttamento che spesso vengono denunciate. Nei saluti il Sindaco Antonello Denuzzo ha rimarcato l’importanza di salvaguardare la salute delle persone e il ruolo del sindacato per la cittadinanza nell’affermare l’importanza di seguire la strada del valore delle professionalità anziché quella dello sfruttamento.

«Abbiamo la necessità di stare tra i lavoratori per trasferire loro i nostri strumenti di tutela, confrontandoci poi con le aziende e con le istituzioni, in primis la Regione, per discutere di come investire le risorse pubbliche e comunitarie a tutela di chi lavora», ha affermato nel suo intervento Antonio Gagliardi, Segretario Generale della Flai Puglia. «L’agricoltura è, con l’edilizia, il settore dove gli infortuni sono più diffusi - ha affermato il Direttore dell’Inail Puglia Giuseppe Gigante - ma occorre partire dalla prevenzione e dall’informazione. Investendo a partire dalla formazione nelle scuole per intervenire sulla cultura della cittadinanza: ne è dimostrazione il fatto che riceviamo ancora poche denunce di malattie professionali rispetto a quelle che crediamo esserci».

Il Segretario Generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, ha concluso l’evento puntualizzando l’urgenza: «È il momento di riconoscere diritti e dignità a quei lavoratori che durante la pandemia sono stati definiti essenziali e che hanno assicurato il cibo sulle nostre tavole. Dobbiamo metterli nelle condizioni di denunciare lo sfruttamento e di ribellarsi contro un sistema imprenditoriale che ha deciso di competere sull’abbassamento dei costi del lavoro mortificando il valore etico del prodotto e per questo sarà fondamentale investire le grandi risorse in entrata sulla buona occupazione».

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