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tasse

Fasano, «Differenziata» ferma al 50,06%
Sul Comune il rischio dell’ecotassa

Non è incoraggiante l’ultimo dato disponibile risalente a luglio di quest’anno

raccolta differenziata

FASANO - Raccolta differenziata dei rifiuti: l’ultimo dato ufficiale disponibile sull’apposito portale regionale dice che il periodo in cui Fasano era uno dei comuni pugliesi più virtuosi in materia di raccolta differenziata è lontano anni luce. A luglio 2018 la percentuale di rifiuti conferiti (e raccolti) in modo differenziato nel Fasanese si è fermata al 50,06 per cento.

C’è davvero di che preoccuparsi. Da quest’anno, infatti, cambia il calcolo dell’ecotassa e i prossimi saranno i mesi decisivi per stabilire quanto ogni Comune – e di conseguenza anche i fasanesi – sarà chiamato a sborsare. Sono diverse le novità rispetto al passato, Da quest’anno ai comuni che non riusciranno a raggiungere il 65% della raccolta differenziata verrà applicata, oltre al tributo, un ulteriore addizionale del 20%. Un salasso che è previsto dal Collegato ambientale del 2014 al quale la Puglia era obbligata ad adeguarsi. Non finisce qui: per incrementare la raccolta differenziata ed evitare che i rifiuti finiscano in discarica, muta anche il meccanismo di calcolo del tributo. È stato introdotto un metodo che lega le tariffe dell’ecotassa alle percentuali di raccolta differenziata raggiunte dai singoli comuni. Ai comuni che riusciranno ad incrementare il livello di raccolta nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018 rispetto al periodo settembre 2016-agosto 2017, verrà confermata l’aliquota minima fissata nel 2013 (poco più di cinque euro per tonnellata). L’aumento della percentuale di differenziata da raggiungere varierà, però, a seconda della situazione di partenza. Ad esempio: se un comune l’anno scorso avuto una raccolta differenziata tra lo zero e il 10% per poter pagare comunque l’aliquota minima dovrà incrementare la propria raccolta di 20 punti percentuali nei mesi di, settembre, ottobre, novembre del 2018. Sono cinque gli scaglioni previsti: i comuni con raccolta tra lo zero e 10% dovranno incrementare la differenziata di 20 punti percentuali nei tre mesi previsti; dal 10 al 20%, invece, l’aumento di raccolta differenziata dovrà essere di 17 punti; dal 20 al 30% l’incremento da raggiungere è di 13 punti percentuali; chi ha già una differenziata dal 30 al 40% dovrà aumentarla almeno di altro 8 punti; infine quei comuni che hanno una raccolta tra il 40 e il 55% per usufruire dell’aliquota minima dovranno riuscire ad incrementare la differenziata di un ulteriore 5%.

La raccolta differenziata è un bene per tutti. Lo è per stessi, per le nuove generazioni, per il territorio. Le cronache sono piene di fatti riguardanti l’emergenza rifiuti. Si tratta di notizie che, a giusta ragione, indignano e preoccupano. Ognuno di noi ha il dovere di non restare immobile a guardare il territorio degradarsi e riempirsi di ogni sorta di rifiuti. Purtroppo non esiste la bacchetta magica per risolvere il problema dall’oggi al domani, ma sono possibile una serie di piccole iniziative volte a migliorare la situazione. Una di queste è fare la raccolta differenziata, quindi diminuire la quantità di rifiuti che ogni giorno confluiscono in discarica, aumentando il recupero di materie prime ed avviando migliaia di tonnellate di spazzatura verso una nuova vita piuttosto che verso un cumulo che continuerà a crescere ed espandersi senza sosta.

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