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La battaglia de «L'Isola che non c'è»

La casa natale di Bartolo Longo torna ai latianesi

Alle 12 l’atto a firma del notaio Michele Errico (lo stesso che costituì nel 2014 il Comitato cittadino che portò la Soprintendenza ad apporre il vincolo sull'immobile)

La casa natale di Bartolo Longo torna ai latianesi

LATIANO - Si chiude dopo quattro anni, con successo, la lunga battaglia dell'Associazione culturale l'Isola che non c'è per salvare la casa natale di Bartolo Longo. Oggi - si legge in un comunicato dell'Associazione - il palazzo che ha visto i natali del Beato fondatore della Basilica di Pompei, diventerà per sempre di proprietà dei latianesi. Un risultato senza precedenti per la storia della nostra città che lo si deve al coinvolgimento dei cittadini e alla caparbietà della stessa Associazione che da sola e, senza alcun aiuto da parte della istituzione locale, è riuscita a far approvare una apposita legge dal Consiglio regionale pugliese grazie alla quale è stato possibile reperire i 400 mila euro per consentire al Comune di esercitare il diritto di prelazione. Giovedì con un atto notarile la casa Natale di Bartolo Longo diventerà patrimonio comunale e culturale della intera comunità». 

«Si chiude così positivamente - continua la nota - una delle pagine più importanti di un lungo e difficile percorso che la nostra Associazione ha avviato qualche anno fa. Era il 4 luglio del 2014 quando - spiega "L'Isola che non c'è" - organizzammo un convegno dal titolo provocatorio: Latiano città turistica? Le due immagini che scegliemmo per promuovere quella iniziativa (alla quale parteciparono Illustri autorità tra i quali l’assessore regionale al turismo Silvia Godelli e il direttore generale di Aeroporti di Puglia, Marco Franchini) furono la foto del Beato Bartolo Longo e il Santuario di Cotrino. Già allora eravamo convinti che il nostro paese poteva investire il suo futuro su una delle figure più importanti della sua storia: il Beato Bartolo Longo, appunto. A quel convegno seguì la costituzione di un Comitato cittadino, presidente il cantante Al Bano Carrisi , per impedire che il palazzo di Bartolo Longo venisse venduto. Riuscimmo con quella iniziativa a smuovere la Soprintendenza (che fino a quel momento non si era mai accorta che quel bene aveva un valore storico e monumentale di enorme importanza non solo per Latiano) e a far apporre il vincolo sul quel bene. Era un primo passo fondamentale per il nostro progetto». 

«A novembre organizzammo un’altra iniziativa - aggiunge la dott. Marisa Caroli - e grazie alla disponibilità della più importante televisione della Cei Tv2000 che dedicò un intera puntata di un suo programma di punta a Latiano e a Bartolo Longo, riportammo alla attenzione dell'opinione pubblica questa vicenda. Quell’evento si concluse con il concerto a Cotrino sempre di Al Bano, testimonial di tutte le iniziative di questi anni della nostra Associazione».

«Da quel momento in poi - aggiunge il dott. Andrea Longo -  la nostra battaglia per salvare la casa Natale di Bartolo Longo non ha avuto tregua. Da soli e senza alcun sostegno (neppure da parte del Comune a cui avevamo chiesto un gesto di buona volontà destinando una somma simbolica per una raccolta di fondi da destinare all’acquisto del bene) siamo andati avanti. Anche quando tutto sembrava ormai destinato a fallire: la casa era stata quasi venduta. Una Fondazione privata aveva già avviato l’iter per accaparrarsi quell’immobile. Che invece era dei latianesi, di tutti i latianesi e delle generazioni che verranno. A quel punto sembrava che oramai non ci fosse più niente da fare».
L'Associazione pensò così di giocare l’ultima chance: scrivere un appello al ministro Franceschini e al governatore della Puglia Emiliano.

«Il nostro appello - aggiunge Giammassimo Gagliani - fu ripreso dalla stampa nazionale. Finalmente l’assessore regionale al Bilancio ci viene In aiuto e ci promette di presentare un emendamento nella apposita legge di Bilancio di previsione della Regione proprio per la Casa Natale di Bartolo Longo». 

L'assessore Piemontese in quella occasione fa di più: presenta un apposito articolo di legge che viene approvato dal Consiglio nella ultima seduta valida di fine anno». 

«A quel punto era fatta - scrive l'associazione: c'eravamo riusciti. Un risultato senza precedenti. Quello che avrebbe dovuto fare l’Ente locale riesce ad ottenerlo una Associazione locale. Un miracolo. Ma non era finita. Il finanziamento previsto nella legge doveva essere trasferito al Comune entro pochissimi giorni per consentire nei tempi previsti dalla legge di esercitare il diritto di prelazione sul bene già venduto. Una corsa contro il tempo». 

«E' sempre stata l'associazione ad attivarsi con gli uffici della Regione, con l’assessore con i dirigenti. Riuscendo anche stavolta a vincere contro la burocrazia regionale grazie ai responsabili del Patrimonio e della Ragioneria. I quali in meno di una settimana trasferiscono i 400 mila euro nella disponibilità del bilancio del Comune. La casa era salva. La battaglia era stata vinta».

Oggi alle 12 l’atto a firma del notaio Michele Errico (lo stesso che costituì nel 2014 il Comitato cittadino che portò la Soprintendenza ad apporre il vincolo sull'immobile) anche questa volta per l’affetto nei confronti dell’Associazione ha voluto esserci. Per l'occasione l'Associazione ha realizzato un manifesto per comunicare alla città l'evento e ringraziare i protagonisti di questo risultato: dal governatore Emiliano ad Al Bano, dai dirigenti della Regione, al sindaco di Pompei che insieme al Consiglio Comunale ha assicurato una visita a Latiano per festeggiare l'evento, al presidente del Consiglio Regionale Loizzo, all'ex presidente del Consiglio Introna. Infine il Comune di Latiano che da domani dovrà far liberare quell'immobile e aprirlo ai fedeli.

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