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Traffico finti Rolex: 6 arresti (anche orefice di Ostuni). Nel giro tre gioiellerie a Bari

Blitz all'alba nelle province di Brindisi, Taranto e Napoli. L'inchiesta su un gruppo che operava in Italia e all'estero per il commercio di orologi contraffatti. Molta gente beffata anche a Bari

Aziende, terreni e orologi Rolex sequestrati beni a pregiudicato

NICOLA PEPE

BRINDISI - Ci sono anche tre gioiellerie baresi finite (probabilmente a loro insaputa) nel giro di patacche di Rolex e Omega smascherato oggi dalla Guardia di Finanza di Brindisi con una operazione - denominata Frankenstein - che ha portato all'arresto di sei persona, tra cui un noto orefice di Ostuni ritenuto amministratore di fatto della gioielleria «Lo Scrigno». L'ordinanza di custodia cautelare (una in carcere e 5 ai domiciliari) del gip di Brindisi è stata eseguita all'alba di oggi dai militari del Comando provinciale di Brindisi e ha riguardato soggetti nelle province di Brindisi, Taranto e Napoli. L'indagine ha smascherato un gruppo dedito al riciclaggio e ricettazione di prestigiosi orologi di brand internazionali contraffatti che venivano successivamente commercializzati in tutta Italia e anche in diversi Stati Europei, tra cui Germania, Olanda e Belgio.

L'OREFICERIA DEI VIP - Nel corso dell'indagine, che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, è stato ricostruito un vorticoso giro di vendite di vere e proprie patacche di orologi che - come riconosciuto dai periti Rolex che hanno preso parte all'investigazione - erano di fattura perfetta. E parte di questi erano smerciati proprio da una orologeria di Ostuni, Lo Scrigno, di cui è stato riconosciuto amministratore di fatto uno degli arrestati. E dallo Scrigno (punto vendita di riferimento per molti professionisti provenienti da ogni parte della Puglia), appunto, si sarebbero riforniti i tre gioielleri baresi finiti nel carteggio della Guardia di finanza (anche se allo stato non sono indagati). E a conferma di come l'attività commerciale brindisina fosse punto di riferimento per la clientela barese vi è la circostanza che l'oreficeria ostunese avesse aperto un punto vendita nel cuore di Bari, in via Putignani.

Nello specifico, gli accertamenti esperiti dalle Fiamme Gialle - supportati da indagini tecniche, attività di riscontro ed elementi di prova acquisiti nel corso delle perquisizioni delegate dall’autorità giudiziaria, eseguite nelle provincie di Brindisi, Taranto, Bari, Napoli, Roma e Bologna - hanno consentito di: smascherare un’attività illecita finalizzata all’alterazione - mediante assemblaggio e sostituzione - di pezzi non autentici con movimenti e parti originali di costosissimi orologi; sequestrare orologi “Rolex” ed “Omega” nonché casse, meccanismi, lancette, corone, card/garanzie, custodie e scatole, il tutto della medesima casa orologiera elvetica.

I preziosi, così assemblati, venivano corredati dai certificati di proprietà ed altri accessori tutti “contraffatti”, di ottima fattura, difficilmente riconoscibili dai normali acquirenti truffati. Successivamente, è stato acclarato che i preziosi, venivano, poi, rivenduti dalla oreficeria di Ostuni (Lo Scrigno che vendeva orologi di c.d. «secondo polso»), ad ignari clienti e/o ad altre imprese che, a loro volta, li immettevano sul mercato. Gli accertamenti, tuttora in corso, hanno permesso di segnalare ulteriori 9 soggetti all’Autorità Giudiziaria che, a vario titolo, hanno agevolato la commissione dell’illecita condotta. Nessun provvedimento è stato adottato nei confronti dell'oreficeria che tratta anche la vendita di orologi di altri marchi che sono estranei alle indagini. In corso di accertamento il volume d’affari, stimato al momento per circa 250mila euro, e la provenienza delle componenti originali usate per realizzare gli orologi.

GLI ARRESTATI - Gli arrestati sono: Giuseppe Pannofino di Ostuni (domiciliari), Egidio Saracino (di Taranto, in carcere), Maurizio Uzzi di Taranto, Raffaele Caforio di Taranto, Maria Pastore di Taranto e Giuseppe Di Nocera di Napoli.

IL GIOIELLIERE: SONO STATO TRUFFATO - Tra le sei persone arrestate nell’inchiesta sulla commercializzazione in Italia e all’estero di orologi di lusso contraffatti c'è anche Giuseppe Pannofino, gioielliere di Ostuni (Brindisi), titolare di fatto della gioielleria «Lo Scrigno». Il commerciante, attraverso il suo legale, respinge le accuse e si dice vittima di una truffa. Secondo quanto ipotizzato dal pm Raffaele Casto e condiviso dal gip Vittorio Testi, Pannofino ha consapevolmente acquistato orologi Rolex contraffatti (del tutto o in parte) per rivenderli come usati. La consapevolezza è testimoniata, a parere dei magistrati, dal basso prezzo di vendita, dalle numerose lamentele dei clienti, e dagli attestati di garanzia falsificati accettati dal venditore.

«Pur nel rispetto del lavoro della magistratura brindisina - è scritto in una nota dell'avvocato Francesco Conte, difensore di Pannolino - respingiamo con forza ogni addebito, atteso che dagli atti processuali e dallo stesso contenuto delle intercettazioni telefoniche, appare evidente che Pannofino sia stato vittima inconsapevole di una truffa perpetrata a suo danno e della stessa impresa Lo Scrigno. Non a caso tutti i riscontri oggettivi dell’autorità giudiziaria hanno confermato il correttissimo operato dello stesso».

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