Martedì 23 Aprile 2019 | 14:47

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Insediato il dott. Di Maio

Trani, il nuovo procuratore
«No alla giustizia spettacolo»

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NICO AURORA

Trani- «No alla giustizia spettacolo, sì al lavoro certosino mantenendo il basso profilo». Si è presentato così, ricevendo brevemente i giornalisti, il neo procuratore di Trani, Antonino Di Maio, 51 anni, ex sostituto a Roma e dalle 11 di ieri, ufficialmente, capo del glorioso ufficio di Trani. A quell’ora, infatti, Di Maio è stato formalmente dichiarato procuratore durante una brevissima cerimonia pubblica, nell’aula 1 del Tribunale.

A presiederla proprio Antonio De Luce, presidente del Tribunale che ha letto la rituale formula e, successivamente, espresso gli auguri suoi, e di tutto il personale, al collega magistrato. De Luce ha richiamato l’importanza storica del Tribunale di Trani e si è detto certo del fatto, rivolgendosi al neo procuratore, «che lei saprà dare ulteriore lustro agli uffici giudiziari del circondario, guidando con scrupolo e rigore la nostra Procura della Repubblica».

Di Maio non ha rilasciato dichiarazioni in aula, mentre invece ha ricevuto un saluto di benvenuto dall’avvocato Mario Malcangi, a nome del presidente del Foro di Trani: «Il rapporto tra magistratura ed avvocatura in questo tribunale - ha ricordato Malcangi - è sempre stato all’insegna della massima collaborazione e rispetto, e siamo certi del fatto che così sarà anche con lei, signor procuratore».

Successivamente Di Maio, affiancato dall’ormai ex aggiunto Francesco Giannella, che ha diretto l’ufficio dall’aprile 2016, dopo il commiato del procuratore uscente, Carlo Maria Capristo, ha incontrato i giornalisti, richiamandoli sulla loro funzione di «filtro» fra Procura e collettività.

«Non mi piace la giustizia spettacolo - ha detto il Di Maio, perché la giustizia si fa con gli atti di indagine e processuali. Allo stesso modo vorrei che l’informazione si basi sempre su dati concreti e senza fare scandalo. Lavoreremo sicuramente in sinergia, ma i processi non si fanno sui giornali e, per quanto ci riguarda, allo stesso modo, il mio impegno per questa procura sarà mantenere il basso profilo: testa bassa e pedalare».

Rispondendo ad una domanda dei cronisti circa le accuse mosse alla Procura di Trani in quanto «procura dei veleni», oggetto di campagne di stampa tutt’altro che leggere, Di Maio non ha risposto specificatamente, ma si è limitato ad affermare che «i veleni ci sono più o meno in tutte le procure, e non mi pare che quella di Trani sia fra quelle maggiormente degne di attenzione da questo punto di vista. È un ufficio efficiente ed efficace, e noi vorremmo continuare a condurre il lavoro nello stesso solco di chi mi ha preceduto».

Intanto, con riferimento all’inchiesta sulla tragedia ferroviaria di quasi un anno fa, Di Maio ha fatto capire che potrebbe prendere il posto di Francesco Giannella al vertice del pool di magistrati che sta indagando sul disastro del 12 luglio 2016.
«Per il momento posso soltanto affermare - ha detto il nuovo capo dell’ufficio - che la Procura di Trani ha lavorato con il massimo scrupolo sulla vicenda e giungerà a risultati rapidi, precisi e tali da sostenere compiutamente l’accusa in giudizio».
Giannella si è limitato a ringraziare il neo procuratore per le attestazioni di stima espresse ed il riconoscimento del lavoro svolto, aggiungendo di sentirsi «felice del lavoro che si è fatto e, soprattutto, di lasciare la direzione dell’ufficio nelle mani di un amico e collega di grande professionalità e spessore umano». Lo stesso Giannella, nel frattempo, si prepara a trasferirsi alla Procura di Bari, sempre in qualità di aggiunto, al posto del tranese Pasquale Drago. Ancora da definirsi, invece, il nuovo procuratore aggiunto di Trani: infatti, nonostante la competente sezione del Csm avesse indicato tale figura in Achille Bianchi, già sostituto procuratore a Trani negli anni scorsi, il plenum non ha poi ratificato tale espressione, a differenza di quanto era avvenuto proprio con Di Maio.

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