«Prima gli altri, prima gli amici, poi io». È una frase semplice, quasi sussurrata tra i post di un ragazzo di sedici anni. Eppure oggi suona come un testamento. Così viene ricordato Pasquale Pinto, per tutti Paky, nel giorno dell’ultimo saluto che sarà celebrato nella chiesa di San Nicola.
Aveva compiuto 16 anni appena tre giorni prima dello schianto. L’8 aprile le candeline, poi, nella notte dell’11 aprile, l’incidente in via Pirandello, a pochi metri dal commissariato di Barletta. Era a bordo di uno scooter condotto da un amico 17enne, quando – secondo una prima ricostruzione – il mezzo avrebbe perso il controllo finendo contro alcune auto in sosta dopo aver superato una e-bike. Due ambulanze del 118 hanno soccorso entrambi i ragazzi: il conducente, rimasto cosciente, è oggi ricoverato in Ortopedia al «Dimiccoli», mentre le condizioni di Paky sono apparse subito disperate. Trasferito al Policlinico di Bari, è stato dichiarato in morte cerebrale dopo ore in Rianimazione.
I genitori hanno scelto di donare gli organi. Un gesto che restituisce senso a una perdita che senso non ha. Paky continuerà a vivere in altre vite.
Intanto Barletta si è stretta attorno alla sua famiglia. Domenica scorsa, durante la partita tra Barletta e Fasano, la curva Nord ha esposto uno striscione: «RIP Paky», firmato Gruppo Erotico. Un silenzio carico di rispetto, poi gli applausi. Sabato sera, invece, oltre 150 ragazzi si sono ritrovati nei giardini del Castello. Palloncini bianchi e un messaggio scritto a penna: «Paky vive». Sono volati in cielo mentre qualcuno, a bassa voce, leggeva i messaggi lasciati sui social.
«L’11 aprile ci ha portato via una parte di tutti noi», scrive un’amica. «Avevi solo 16 anni, ma sei riuscito a lasciare un segno che il tempo non cancellerà». Un altro ricordo corre indietro nel tempo: «La prima volta che ti ho visto avevo quattro anni, eri sempre lo stesso: felice, senza pensieri». E poi il dolore che diventa collettivo: «Il giorno prima ci sei, il giorno dopo potresti non esserci più». Fino a quelle parole più crude, scritte senza filtri: «Manchi tanto Paky».
Resta una comunità intera che si interroga. E un fascicolo aperto: la posizione del 17enne alla guida sarà valutata dal Tribunale per i Minorenni di Bari, mentre le immagini di videosorveglianza chiariranno la dinamica. Ma fuori dalle carte, restano tanti ragazzi che provano a fare i conti con un’assenza troppo grande per essere spiegata.
Il sindaco ha proclamato per oggi il lutto cittadino.
















