Una decisione destinata a segnare una svolta per la città: lunedì prossimo il consiglio comunale si appresta ad approvare il regolamento dell’imposta di soggiorno, per certi versi una data storica. Infatti Trani, realtà a forte vocazione turistica, è rimasta finora priva di una tassa che in quasi tutte le città d’arte e di mare rappresenta ormai uno strumento ordinario di finanziamento dei servizi legati all’accoglienza.
L’assenza cronica della tassa di soggiorno aveva suscitato interrogativi, e l’amministrazione guidata dal sindaco Amedeo Bottaro ne aveva sempre motivato l’inesistenza con una posizione di prudenza ed onestà intellettuale: «Chiedere un contributo ai visitatori - aveva detto il sindaco a metà del suo mandato -, a fronte di servizi turistici in parte ancora carenti, non sarebbe corretto».
Lo scenario, tuttavia, è progressivamente cambiato. Negli undici anni di amministrazione Bottaro, Trani ha registrato una crescita costante e significativa di arrivi e presenze, con numeri in forte aumento soprattutto nel 2024. Un’evoluzione che ha reso ormai maturo il percorso verso l’introduzione dell’imposta di soggiorno, accompagnato da un progressivo rafforzamento dell’offerta turistica e dei servizi collegati.
Da qui la decisione di portare a compimento un iter avviato già nella primavera dello scorso anno, quando una prima bozza di regolamento venne presentata pubblicamente in un incontro tenutosi nella biblioteca comunale. In quell’occasione, l’assessore alle Finanze Luca lignola e la funzionaria comunale responsabile, Cecilia Barbera illustrarono il testo a operatori del settore e cittadini, raccogliendo osservazioni, suggerimenti e proposte. Molti dei contributi emersi nel confronto sono stati recepiti, dando vita ad una versione rielaborata del regolamento, successivamente esaminata dalla Commissione affari istituzionali. Dopo un lavoro di sintesi e mediazione, si è giunti al testo definitivo che ora approda in aula consiliare per l’approvazione.
Definito il regolamento, resterà da stabilire un passaggio decisivo: l’entità della tariffa. La determinazione dell’importo spetterà alla Giunta comunale, ma le indicazioni emerse finora fanno pensare a una cifra contenuta e in linea con le richieste avanzate dalle associazioni di categoria: l’ipotesi più accreditata è quella di una tassa compresa tra 1 e 1,50 euro a notte. Il gettito stimato dovrebbe attestarsi tra i 40 e i 50 mila euro annui.
Il regolamento chiarisce in modo puntuale anche la destinazione delle risorse, che saranno vincolate a interventi in materia di turismo. I proventi dell’imposta di soggiorno serviranno a sostenere il sistema ricettivo, potenziare i servizi di accoglienza e assistenza ai visitatori, nonché finanziare interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali. Una quota del gettito sarà inoltre destinata a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, particolarmente gravosi nei periodi di maggiore afflusso turistico. Anche l’associazione Visit Trani ha avanzato alcune proposte sulle priorità di utilizzo delle risorse, contribuendo alla definizione di un quadro condiviso.
Ampio spazio è riservato, infine, al capitolo delle esenzioni, pensate per garantire equità e tutelare situazioni particolari. Non pagheranno l’imposta i minori fino al compimento del sedicesimo anno di età, le persone con disabilità riconosciute e beneficiarie dell’indennità di accompagnamento, insieme a un eventuale accompagnatore. Sono esentati anche i lavoratori che pernottano presso strutture ricettive alle cui dipendenze prestano attività lavorativa, così come gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici impegnati nell’assistenza a gruppi organizzati. L’esenzione si estende agli appartenenti alle forze di polizia e vigili del fuoco in servizio, ai soggetti alloggiati per disposizione delle autorità pubbliche in caso di emergenze o calamità e ai volontari impegnati in attività di soccorso.
Dopo il via libera del consiglio comunale, il provvedimento passerà alla giunta per la definizione finale delle tariffe, completando un percorso che affida ora alla politica la responsabilità di trasformare l’imposta di soggiorno in uno strumento di crescita e qualificazione dell’offerta turistica cittadina.















