Domenica 04 Gennaio 2026 | 12:19

Bisceglie, isole ecologiche ancora sequestrate: è rebus su smaltimento di alcuni rifiuti

Bisceglie, isole ecologiche ancora sequestrate: è rebus su smaltimento di alcuni rifiuti

 
Vito Troilo

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Vito Troilo

Bisceglie, isole ecologiche ancora sequestrate: è rebus su smaltimento di alcuni rifiuti

Da un lato l’inchiesta su reati ambientali, dall’altro le esigenze dei cittadini: «Dove lasciamo gli alberi di Natale?»

Sabato 03 Gennaio 2026, 13:40

L’inchiesta relativa all’ipotesi di reati ambientali prosegue, caratterizzata dallo strettissimo riserbo mantenuto dagli investigatori, in particolare sull’identità degli eventuali indagati. Il protrarsi della chiusura dei due centri comunali per la raccolta dei rifiuti, posti sotto sequestro preventivo lo scorso 21 novembre, rende inevitabili le ripercussioni negative sulle abitudini di centinaia di cittadini biscegliesi, impossibilitati da 40 giorni al conferimento dell’immondizia nelle isole ecologiche di Carrara Salsello, nelle vicinanze dello stadio «Ventura», e di via Padre Kolbe, nel popoloso rione Sant’Andrea.

Il provvedimento disposto dal Tribunale di Trani ed eseguito dai militari della Capitaneria di porto di Barletta è stato oggetto di una richiesta di revisione presentata dai legali dell’impresa Teknoservice, che gestisce il servizio di igiene urbana in città, discussa nel corso di un’udienza il 18 dicembre, il cui esito sarà presto reso noto. L’obiettivo è l’ottenimento, come minimo, di un dissequestro parziale della struttura, di modo da consentire al personale dell’azienda di tornare ad utilizzare quegli spazi.

L’avvocatura del Comune di Bisceglie si è costituita nel giudizio per rappresentare l’interesse della collettività, considerato che le aree sequestrate sono di proprietà pubblica, oltre che per interagire con Vincenzo Civita, professionista di Andria nominato amministratore giudiziario. La questione è delicata perché incrocia le necessità degli inquirenti con l’esigenza degli utenti di conferire alcune tipologie di rifiuto quasi esclusivamente accolte nei centri di raccolta, come gli alberi di Natale da smaltire una volta terminate le festività, gli sfalci di potatura e gli ingombranti.

Il timore di una recrudescenza del triste fenomeno degli abbandoni, stimato intorno al 7% del totale complessivamente prodotto in una recente dichiarazione del vicesindaco e assessore all’igiene Angelo Consiglio, è connesso alle dinamiche non meno rilevanti del rendimento totale della comunità in termini di percentuale di raccolta differenziata. Il 2025 si è chiuso e nelle prossime settimane l’osservatorio della Regione Puglia diffonderà il dato medio annuale, svelando se la quota del 65%, indispensabile per evitare l’ecotassa regionale, sarà stata superata o meno.

Il parziale, relativo al periodo gennaio-ottobre, è fermo al 63.81%. È corsa contro il tempo, intanto, affinché le due isole ecologiche siano riattivate quanto prima, al fine di alleviare i disagi di quest’ultimo periodo.

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