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Margherita: reddito di cittadinanza, i percettori diventano sentinelle della spiaggia

Margherita: reddito di cittadinanza, i percettori diventano sentinelle della spiaggia

Non hanno il brevetto per il salvataggio, sono soltanto un occhio in più per la tutela della vita umana

14 Agosto 2022

Giuseppe Capacchione

MARGHERITA DI SAVOIA - Sentinelle della spiaggia. Non hanno il brevetto per il salvataggio, sia chiaro, sono soltanto un occhio in più per la tutela della vita umana. A Margherita di Savoia i percettori del reddito di cittadinanza sono stati impiegati come supporto agli addetti della Lifeguard, l’azienda abruzzese leader nel settore del salvataggio in acqua, che da 7 anni si occupa della sicurezza del litorale nella capitale pugliese della balneazione attrezzata. Sono sei i cittadini che l’ufficio dei servizi sociali dell’ambito di zona ha messo a disposizione per svolgere questo tipo di servizio. Muniti di radio trasmittente e fischietto il loro compito è quello di segnalare ai bagnini eventuali pericoli. Resteranno operativi fino al 17 agosto.

«Abbiamo pensato di coinvolgere i cittadini percettori del reddito di cittadinanza durante i giorni a ridosso e immediatamente successivi al ferragosto. Questo è il periodo di maggiore affluenza sulle spiagge di Margherita di Savoia. Personale in più appositamente formato che possa anche solo osservare e segnalarci alcune criticità che potrebbero verificarsi è un importante supporto al nostro lavoro», afferma il responsabile Salvatore Leone. La spiaggia di Margherita di Savoia è vastissima. Lunga poco meno di 20 chilometri presenta un fondale non molto profondo e sabbioso, per questo è idonea alle famiglie con bambini. Le sue caratteristiche, con altri fattori inerenti alla città e alle politiche a favore dell’ambiente adottate, le sono valse fino a questo momento nove bandiere blu e quattro bandiere verdi di seguito.

Per monitorare la sicurezza dei circa settanta stabilimenti balneari che hanno aderito la Lifeguard ha installato venticinque torrette di avvistamento con cinquantadue bagnini che si alternano con una turnazione quotidiana. «È stata un’idea poi diventata realtà grazie alla disponibilità del sindaco Bernardo Lodispoto e dell’assessore ai servizi sociali Grazia Damato. Importante la collaborazione con la dottoressa Marta Stella, del comune capofila di San Ferdinando di Puglia, che ci ha indicato i cittadini da inserire in questo progetto», conclude Leone. Lo spunto è nato dai recenti fatti di cronaca che comunque, per quanto alcuni conclusi in maniera spiacevole, non sono dipesi dal lavoro dei bagnini. L’ultimo in ordine di tempo il salvataggio in mare di un papà e della sua bambina.

In precedenza è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso per un turista che tuffandosi ha sbattuto la testa sul fondale, si presume su uno scoglio sommerso, e fortunatamente i medici sono riuscito a salvargli la vita. Peggio è andata pochi giorni dopo a un turista di Milano colto da un infarto mentre era in spiaggia. E altri episodi simili. «Il comune purtroppo non può assumere personale che possa dedicarsi alla vigilanza delle spiagge, quindi abbiamo ben recepito la richiesta di impiegare percettori del reddito di cittadinanza in questi giorni particolarmente affollati per la nostra città», afferma il primo cittadino Bernardo Lodispoto. Non è la prima volta che il comune ricorre ai suoi cittadini per espletare alcuni importanti servizi.

«Siamo stati il primo comune in Italia durante il periodo della pandemia da coronavirus - prosegue il sindaco - a sperimentare l’impiego dei percettori del reddito di cittadinanza in estate all’ingresso delle due spiagge libere per compiere tutti gli accorgimenti che le norme prevedevano in materia anti contagio e di tracciamento, come la registrazione dei dati personali e la misurazione della temperatura corporea. Ma non solo. Cittadini sono stati impegnati anche nella cura del verde pubblico, negli uffici comunali, all’ingresso di Palazzo di Città, sul lungomare e all’interno della villa comunale. Anche in occasione di iniziative come la mostra curata dell’Acquedotto pugliese abbiamo chiesto il loro supporto. Va dato atto - conclude Lodispoto - che si tratta di donne e uomini volenterosi che desiderano dare il proprio contributo alla vita della nostra città, guadagnandosi quanto viene loro corrisposto».

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