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IL CASO

Andria, il monumento ai Caduti imbrattato dai vandali

Andria, il monumento ai Caduti imbrattato dai vandali

Il sindaco Bruno: «Vorrei capire il motivo di questo gesto stupido e velleitario»

04 Agosto 2022

Davide Suriano

Vandali, incivili e poi ancora imbecilli. Non sapremmo in che altro modo chiamarli gli autori dello sfregio avvenuto nei confronti del Monumento ai Caduti di Andria. Martedì sera, ignoti, hanno brutalmente imbrattato le mura bianche disegnando oscenità di ogni tipo, da messaggi e rappresentazioni a sfondo sessuale sino ad arrivare alle svastiche. Un atto di assoluta inciviltà che ha lasciato sgomenti e che ha fatto arrabbiare non poco la comunità andriese. Con questi sfregi è stata insultata e macchiata la memoria di 800 cittadini andriesi caduti durante la prima guerra mondiale.

Progettato dall’ing. Riccardo Ceci, il monumento di parco IV Novembre è stato costruito ed inaugurato nel 1930. Da allora, ogni anno, il sito è oggetto di ricorrenze storiche annuali come la festa della Repubblica e della Liberazione. Centro indiscusso della memoria dei caduti per l’Italia, compresi i soldati senza volto, il milite ignoto. Un luogo di culto al pari di un tempio. Quei disegni disgustosi imbrattano la memoria delle 800 anime che hanno sacrificato la propria vita per amore del Paese. Gli autori dello sfregio, evidentemente oltre a non avere il ben che minimo senso civico, non conoscono la storia del Monumento ai Caduti, ed il peso che porta sulle sue colonne da quasi un secolo. A margine dell’atto vandalico è stato durissimo anche il commento del sindaco Giovanna Bruno che ha parlato di un gesto probabilmente compiuto da un gruppo di minori e che danneggia l’intera comunità, oltre che gli autori stessi.

«Vorrei conoscere gli artisti che si nascondono in voi per capire il motivo di questo gesto stupido e velleitario - ha detto il primo cittadino in un lungo post sulla sua pagina Facebook - e accompagnarvi personalmente a ripulire il nostro Monumento. C’è chi già mi chiede di chiuderlo, di recintarlo e di metterci un cancello ma non possiamo rendere inaccessibili luoghi così importanti, non possiamo cedere a loro e non possiamo cedere a voi e alle vostre bravate», ha proseguito Bruno. Poi infine aggiunge: «C’è chi mi chiederà di aumentare i controlli, ma possiamo mettere un vigile ad ogni angolo della città? Possiamo militarizzare le vie di Andria? Nemmeno se rinunciassimo alla manutenzione del verde, ai lavori di ripristino delle strade, ai progetti per migliorare la città, potremmo permettercelo. Né sarebbe giusto. Noi abbiamo bisogno di educarci, non di reprimerci», ha concluso il sindaco andriese.

Intanto resta il fatto, una brutta pagina da «ripulire» nel vero senso della parole. Minori o adulti che siano i responsabili, ci auguriamo che questi cosiddetti «artisti» siano certamente contenti di aver messo al fianco dei nomi degli 800 andriesi caduti in guerra, disegni fallici e simili che probabilmente somigliano alle loro facce.

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