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In Puglia e Basilicata

Commercio

Rivoluzione tra le bancarelle, nella Bat il Pos «sbarca» anche al mercato

Pagamento bancomat pos

Oggi l’esordio agli appuntamenti settimanali di Canosa e Margherita di Savoia

30 Giugno 2022

Nico Aurora

TRANI - Canosa di Puglia e Margherita di Savoia: è qui che oggi esordiranno i primi mercati settimanali con l’obbligo del Pos per tutti gli ambulanti che ne faranno parte, equiparati a tutti gli effetti ai commercianti in locali convenzionali. Nei prossimi giorni toccherà anche agli altri comuni della Bat. ma naturalmente si parte anche nei mercati rionali delle città.

Obbligo per gli esercenti Proprio da oggi, giovedì 30 giugno, entra in vigore per tutti gli esercenti l’obbligo di dotarsi di una dispositivo per accettare i pagamenti elettronici da parte dei clienti: non possederlo, ovvero rifiutarsi di utilizzarlo a fronte di una richiesta di pagamento elettronico, determina una sanzione a carico del commerciante nella misura di 30 euro, somma aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale sia stato rifiutato il pagamento elettronico. Non ci sono deroghe per alcuno e la sanzione potrà essere vietata solo in casi di oggettiva impossibilità tecnica a ricevere pagamenti via pos, laddove per «oggettiva impossibilità» si intenda una mancanza di connettività temporanea ovvero un mal funzionamento tecnico comprovato dell’apparecchio.
tetto minimo di spesaScompare anche il tetto minimo di spesa: non si potrà più pagare con carta a partire da 5 euro in su, ma adesso anche un singolo prodotto, se richiesto, va pagato con lo strumento digitale. Da oggi, dunque, gli agenti delle Polizie locali gireranno per i mercati non soltanto per verificare la corrispondenza fra operatori e postazioni, ma anche il possesso di un pos regolarmente attivo.

Le reazioni Savino Montaruli, responsabile di Casambulanti, fa sapere che «ad oggi il 90% dei commercianti mercatali sono già provvisti del pos, ma per ogni 50 articoli che vendono, mediamente ne vengono pagati digitalmente non più del 10 per cento. Questo perché al mercato - spiega Montaruli - prevale ancora la logica della contrattazione fra cliente e commerciante ed il potere di contrattazione ce l’hanno proprio le banconote. È proprio grazie a quelle che il cliente può affermare di non avere altro denaro per pagare quella merce, ed il commerciante può allora decidere se rifiutare o accettare la somma proposta come fosse un vero atto di fede».

Le tendenze negli altri ambiti Ciononostante, estendendo il campo anche ai fuori de mercati, la tendenza della clientela in generale è ad incrementare il numero dei pagamenti in formato elettronico. Ne va anche della sicurezza stessa dell’utente, che può a quel punto circolare con pochissimo contante addosso, o addirittura nulla, e (come sempre più diffusamente avviene) persino senza la carta rettangolare con il chip, ma con i suoi dati memorizzati all’interno di uno smartphone o di un orologio da polso con le stesse funzioni di uno smartphone.

Peraltro, il governo Conte bis aveva introdotto la misura del cashback che, sebbene strutturalmente da migliorare, aveva già invogliato molti ad un maggiore utilizzo della moneta elettronica.
commercianti informati da tempo In ogni caso, nei negozi nessuno dovrebbe farsi trovare impreparato, secondo quanto fa sapere il segretario di Confesercenti Bat Mario Landriscina: «Tutti i commercianti sapevano da tempo dell’imminenza di questa data e chi ancora non l’aveva fatto sì è adeguato alla nuova normativa. Se c’è stata finora qualche forma di resistenza non era tanto legata all’utilizzo dello strumento elettronico, ma al costo delle transazioni, che è ancora particolarmente alto. Il Distretto urbano del commercio - considera e conclude Landriscina - potrebbe anche da questo punto di vista rappresentare un vantaggio per tutti nella creazione di un percorso virtuoso».

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