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In Puglia e Basilicata

IL CASO GIUDIZIARIO

Crollo di via Roma a Barletta, ridotte quattro condanne

Crollo di via Roma a Barletta, ridotte quattro condanne

Il crollo di via Roma a Barletta

Cala il sipario sulla tragedia del 3 ottobre del 2011: per i quattro imputati la Corte di Cassazione, nel 2020, aveva disposto un nuovo appello

10 Giugno 2022

Paolo Pinnelli

BARLETTA - Crollo di via Roma: cala il sipario anche sui quattro imputati per i quali gli Ermellini, nel marzo del 2020, avevano disposto un nuovo processo d’appello. Si tratta di Giovanni Chiarulli, dipendente dell’impresa amministrata dal fratello Salvatore nei cui confronti la sentenza di secondo grado fu annullata relativamente alle contestazioni di “delitti colposi di danno” ed “omicidio colposo”; l’ingegnere comunale Rosario Palmitessa, relativamente alla «concedibilità dei benefici di legge»; l’architetto Giovanni Paparella, direttore dei lavori del cantiere Giannini; e il geometra Vincenzo Zagaria.

La Corte di Appello di Bari, seconda sezione penale, nell'udienza del 9 giugno del 2022, riformando la sentenza pronunciata dal tribunale di Trani il 15 dicembre 2015, ha assolto Giovanni Chiarulli «perché il fatto non costituisce reato» con revoca delle statuizioni civili e della condanna al pagamento delle spese processuali inerenti a tutti i gradi di giudizio; ha concesso a Rosario Palmitessa i benefici della «sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziario»; ha rideterminato la pena per Giovanni Giuseppe Paparella in anni tre e mesi 11 di reclusione e rideterminato la pena per Vincenzo Zagaria in anni tre e mesi sette di reclusione. La sentenza della Cassazione sul tragico crollo della palazzina di Via Roma che il 3 ottobre 2011, costò la vita a cinque persone, aveva posto uno spartiacque tra chi aveva visto definitivamente acclarata la propria posizione e chi, invece, attendeva l’esito di un processo d’appello bis. Nel primo gruppo c’erano sia i 4 imputati condannati dalla Corte d’Appello di Bari il 28 maggio 2018, sia i tre imputati nei cui confronti la Procura Generale presso la Corte d’Appello aveva impugnato le pronunce assolutorie confermate in terzo grado e cioè quelle del geometra comunale Roberto Mariano, dell’ex dirigente a scavalco dell’Ufficio Tecnico Comunale di Barletta Francesco Gianferrini e del funzionario comunale Valeria Valendino.

C’erano poi le quattro persone per cui la sentenza della Cassazione aveva scritto la parola fine (di condanna) al processo penale: Salvatore Chiarulli (legale rappresentante dell’impresa esecutrice dei lavori per la demolizione dell’edificio attiguo a quella collassato), di suo fratello Andrea (dipendente della stessa impresa), di Cosimo Giannini (legale rappresentante dell’omonima Srl proprietaria del suolo adiacente la palazzina di Via Roma dove si stavano eseguendo i lavori edili ritenuti causa del crollo) e di Giovanni Andriolo (vigile urbano addetto alla polizia edilizia). Un precedente spartiacque era stato determinato dal passaggio in giudicato della sentenza di secondo grado per tre imputati assolti: per l’ingegner Pietro Ceci, per il maresciallo di polizia municipale Alessandro Mancini e per Antonio Sica, incaricato della sorveglianza del cantiere Giannini Srl.

L’ultima pronuncia della Corte di Appello fa così calare definitivamente il sipario su una tragedia che ha segnato per sempre la vita dell’intera città. E che non deve essere mai dimenticata.

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