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Processo rating, Monti a Trani
per deporre al processo a S&P

È citato dalla pubblica accusa perché quando era capo del governo, dopo il declassamento deciso da S&P il 13 gennaio 2012, reagì parlando, secondo la stampa, di «un attacco all’Europa». L'ex premier: mai detto

Processo rating, Monti a Trani per deporre al processo a S&P

TRANI - «Nel dicembre 2011 fui deluso dal credit watch negativo di S & P, in gennaio il credit watch si trasforma in doppio downgrade nonostante i nostri importanti provvedimenti». Lo ha spiegato l’ex premier Mario Monti deponendo dinanzi al Tribunale di Trani al processo per manipolazione del mercato ad analisti e manager di Standard & Poor's. Monti ha detto che, all’epoca, era «diffusa la convinzione dei mercati che l’euro potesse non sopravvivere».

Monti era stato citato dalla pubblica accusa perchè quando era capo del governo, dopo il declassamento di due gradini del rating dell’Italia (da A a BBB+) deciso da S & P il 13 gennaio 2012, reagì parlando - secondo quanto scrisse il 14 febbraio 2012 il giornalista del Corriere della Sera Marco Galluzzo - di «un attacco all’Europa». Queste parole furono però smentite da Monti nel corso di un’audizione resa a verbale dinanzi al pm Michele Ruggiero il 25 marzo 2014. All’udienza di oggi sono anche citati come testimoni l’ex AD per l’Italia di Standard & Poor's, Maria Pierdiccchi, e il giornalista Marco Galluzzo.

Il reato contestato riguarda cinque tra analisti e manager dell’agenzia di rating, accusati di aver fornito "intenzionalmente» ai mercati finanziari - tra maggio 2011 e gennaio 2012 - quattro report contenenti informazioni tendenziose e distorte sull'affidabilità creditizia italiana e sulle iniziative di risanamento adottate dal governo per "disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne così il valore».

L’ultimo report sotto accusa è quello con cui S&P, il 13 gennaio 2012, decretò il declassamento del rating dell’Italia di due gradini (da A a BBB+). Sono imputati Deven Sharma, ex presidente mondiale di S&P, Yann Le Pallec, responsabile per l'Europa, e gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer.

LA DEPOSIZIONE DI MONTI - «Il declassamento del rating di un Paese provoca conseguenze negative, soprattutto a livello dei futuri investimenti» e «in particolar modo se il declassamento è doppio», ha detto l’ex premier. «La motivazione della decisione del doppio declassamento di S&P del rating dell’Italia l’avrei potuta scrivere io, ma non avrei certo potuto condividere il doppio declassamento». «A me comunque - ha aggiunto - interessava portare all’attenzione dei mercati internazionali il positivo che c'era in quella decisione negativa: cioè la positività della nuova politica economica in Italia, ma questa positività non riusciva comunque a migliorare la negatività esistente, cioè il peggioramento dell’Eurozona».

«Non ho mai detto» che il doppio downgrade dell’Italia da parte di Standard & Poor's era «un attacco all’Europa», nè ho usato «espressioni similari, e penso che non l’abbiano fatto neppure i miei collaboratori». Lo ha spiegato l’ex premier Mario Monti deponendo dinanzi al Tribunale di Trani al processo per manipolazione del mercato ad analisti e manager di Standard & Poor's. Monti ha così smentito la frase che avrebbe pronunciato quando era capo del governo, dopo il declassamento di due gradini del rating dell’Italia (da A a BBB+) deciso da S&P il 13 gennaio 2012, riportata il 14 febbraio 2012 dal giornalista del Corriere della Sera Marco Galluzzo che parlò di «un attacco all’Europa». Monti smentì di aver pronunciato quelle parole nel corso di un’audizione resa a verbale dinanzi al pm Michele Ruggiero il 25 marzo 2014.

Conclusa la sua deposizione, il senatore a vita ha quindi lasciato il Palazzo di giustizia senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. 

S & P: SCONFESSATE TEORIE DEL PM - Ora che tutti i testimoni dell’accusa sono stati sentiti, risulta molto evidente che le teorie cospirative a supporto delle accuse contro Standard & Poor's sono in realtà prive di qualsiasi fondamento». Lo afferma l'agenzia di Rating in una dichiarazione.
«Finora - viene rilevato - nessuno dei testimoni ha confermato le tesi dell’accusa e in realtà molte delle dichiarazioni rese dai testimoni dell’accusa durante le udienze sono state a favore di Standard & Poor's. Infatti, il Presidente Mario Monti ha confermato di non aver criticato in nessun modo l'azione di rating di Standard & Poor's del 13 gennaio 2012 e, come dichiarato in un’intervista al Financial Times del 18 gennaio 2012, in realtà concordava con l’analisi di Standard & Poor's sui fattori che determinarono il downgrade dell’Italia e di altri 8 paesi dell’Eurozona».
«Standard & Poor's - conclude la nota - sostiene i propri dipendenti, i senior manager esperti e gli analisti che vantano un track record impeccabile di integrità e competenza professionale»

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Commenti all'articolo

  • revisore

    29 Gennaio 2016 - 17:00

    Un processo inutile come tanti altri in Italia,utile per chi vende carta per fotocopie.Monti,Padoan,Tremonti a processo come cercare di appallottolare una maionese impazzita. Una rappresentazione teatrale a carico dei cittadini.

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