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Il prodigio

Mons. Dimiccoli, il miracolo fu valido: curò paraplegico

La vicenda esaminata è legata al brasiliano Jose Antonio Pavao Dias, brasiliano della località di S. Helena

Mons. Dimiccoli, il miracolo fu valido: curò paraplegico

Mons. Sabino Lattanzio, direttore dell’Ufficio diocesano postulazione, ha reso noto che la Congregazione dei santi, in data 12 ottobre, ha attribuito validità giuridica al processo super Miro del miracolo del ven. Raffaele Dimiccoli, proprio nel giorno della sua nascita, avvenuta il 12 ottobre 1887.

Ora si dovrà procedere alla stesura della Positio, cioè del volume che i teologi censori e i cardinali successivamente dovranno esaminare per il giudizio definitivo da presentare al Papa che riconoscerà il miracolo. Il processo diocesano è stato chiuso il 3 febbraio scorso dall’Arcivescovo mons. Leonardo D'Ascenzo appena giunto in diocesi.

Il “miracolo” che è stato preso in esame è legato al sig. Josè Antônio Pavão Dias, brasiliano della località di Santa Helena della diocesi di Pinheiro (MA).

Nel 1994 l’allora Arcivescovo Mons. Carmelo Cassati della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di mons. Chevalier, già missionario in Brasile e vescovo di Pinheiro, volle dare un più largo “respiro missionario” all’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie creando un gemellaggio con la Diocesi di Pinheiro e inviando alcuni laici e sacerdoti come missionari “fidei donum”.

Questa presenza diocesana in Brasile ha permesso di far conoscere oltre oceano il Venerabile Servo di Dio Mons. Angelo Raffaele Dimiccoli, sacerdote di Barletta che ha speso le migliori energie della sua vita a favore dei poveri e dei sofferenti.

Fin dal primo arrivo dei missionari diocesani a Santa Helena, il sig. Josè Antônio Pavão Dias si affezionò alla figura di mons. Dimiccoli. “Zi Antonio”, come lo si vuole chiamare a Sant’Helena, soffriva di “paraplegia ascendente progressiva con accentuata incoordinazione motoria”, causata dai gas tossici respirati per tanti anni durante il duro lavoro di purificazione dell’oro nei vari Garimbos del bacino amazzonico. Questi disturbi aumentarono sempre più, tanto da costringerlo ad abbandonare quel lavoro e ritornare al suo paese di origine di Santa Helena, dove mise su un chioschetto di vendita di prodotti dolciari, in prossimità della parrocchia.

Una volta conosciuto mons. Dimiccoli, Josè Antônio non ha mai smesso di invocare la sua intercessione per chiedere la sospirata guarigione e, nella sua fede semplice e sincera, è stato esaudito.

Infatti, dopo essersi sottoposto a molteplici esami clinici, è risultata “la scomparsa spontanea di questa patologia”, rendendo questo avvenimento un fatto scientificamente inspiegabile.

Già Mons. Carmelo Cassati prese a cuore il caso e lo consegnò al suo successore Mons. Giovan Battista Pichierri che il 12 luglio 2015 aprì la Prima Sessione dell’Inchiesta Diocesana.

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