Giovedì 21 Marzo 2019 | 09:10

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La protesta

Barletta, «Ancora rifiuti da bruciare, adesso basta»

A lanciare l'allarme sono Alessandro Zagaria e Sandra Parente (forum salute & ambiente)

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BARLETTA - «Generalmente i regali vengono fatti quando ci sono ricorrenze importanti, ma nel nostro territorio, quando si tratta di pubbliche amministrazioni, queste usanze non vengono mai rispettate».

Così Alessandro Zagaria e Sandra Parente (Forum Salute & Ambiente - Barletta). «Si preferisce invece - aggiungono - come periodo ideale l’estate, quando il livello di attenzione nei confronti di provvedimenti che vanno ad incidere pesantemente sulla vita dei cittadini è molto basso, e certi atti possono passare quasi inosservati. Ci riferiamo alla nuova autorizzazione rilasciata dalla Provincia Bat nei confronti della Dalena Ecologia per aumentare la capacità di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi per produrre Css (Combustibile soido secondario), l’ex combustibile da rifiuti».

E poi: «Questa nuova autorizzazione viene rilasciata addirittura senza assoggettare il provvedimento alla procedura di Via (Valutazione d’impatto ambientale). L’ente giustifica questa scelta vergognosa con il fatto che si escludono impatti significativi che possano alterare l’attuale situazione. Come se l’attuale situazione della nostra città fosse rosea e tutti noi vivessimo in una sorta di paradiso e non invece in una realtà pesantemente condizionata da rischi ambientali e sanitari. Nessun ente preposto (quindi neanche il Comune di Barletta) durante l’istruttoria ha fatto osservazioni su questo nuovo indirizzo».
Ancora: «Le uniche osservazioni presentate al progetto da parte dell’amministrazione provinciale sono una vera e propria presa per i fondelli e riguardano soltanto le emissioni odorigene e la gestione delle acque meteoriche di dilavamento. A queste osservazioni farlocche l’azienda risponde che tutto sarà risolto con “tecniche all’avanguardia” cioè coprendo i cumuli di rifiuti posizionati sui piazzali dello stabilimento con teli ignifughi. Questa soluzione basta all’amministrazione provinciale per risolvere qualsiasi tipo di problema».

«Così - proseguono i rappresentanti del Forum Salute & Ambiente - Barletta - facendo la Provincia cancella anni di battaglie e denunce nei confronti di un’azienda che dal 2012 ammorba l’aria di chi vive e lavora in via Vecchia Madonna dello Sterpeto dove è ubicato lo stabilimento. Vorremmo ricordare che alcuni lavoratori della Dalena nel 2013 furono colti da malore a causa delle esalazioni dovute al tipo di lavorazione che stavano svolgendo. Ci si dimentica inoltre che gli stessi enti preposti in passato hanno riscontrato tutta una serie di irregolarità che sono sfociate in una diffida nei confronti dell’azienda. Anche i residenti e gli operatori della zona si sono mobilitati presentando un esposto a Prefetto, Regione, Provincia e al Comune affinché qualcuno si facesse carico della vicenda».

Ma «nessuno ha mai fatto nulla ed oggi ci ritroviamo con un’azienda che tranquillamente chiede ed ottiene di poter aumentare la capacità di trattamento di rifiuti giornalieri portandola a 50t/giorno con una capacità annuale di 18.250 t/anno. Non ci vuole molto a comprendere che il combustibile che sarà prodotto finirà all’interno della Buzzi Unicem di Barletta. Da tempo ormai denunciamo il fatto di esserci trasformati come territorio in un hub per il trattamento, lo smaltimento e l’incenerimento dei rifiuti con il placido assenso di una classe politica collusa con certe pratiche».

Conclusione: «Questo però non ci impedisce di portare avanti la nostra battaglia e di investire in questa scellerata scelta la nuova amministrazione comunale guidata dal Sindaco Cannito. Vogliamo sapere se il Sindaco Cannito era a conoscenza di questa nuova autorizzazione (sicuramente il dirigente del settore ambiente del Comune di Barletta lo era). Cos'ha intenzione di fare? Perché se ci si mobilita, come lui ha fatto nelle scorse settimane, per permettere alla Timac di riottenere la facoltà d’uso dello stabilimento e dare ai lavoratori la possibilità di accedere alla cassa integrazione, con la stessa tempestività deve attivarsi per rimettere in discussione questa autorizzazione. Altrimenti c’è una sorta di corsia preferenziale per chi fa profitti a scapito dell’ambiente mentre la cittadinanza, che in tutti questi anni non ha ottenuto quasi nulla, viene sempre dopo. Il Sindaco Cannito conosce molto bene il disastro ambientale che incombe sulla città e sa anche che ci sono due delibere di iniziativa popolare presentate dal Forum Salute Ambiente e approvate su Rifiuti Zero e monitoraggio ambientale delle aziende insalubri che potrebbero finalmente invertire la rotta. Proprio la delibera sul monitoraggio ambientale è stata finanziata dal Consiglio Comunale (il dott. Cannito ha votato a favore) con 100.000€ ma quei soldi non sono stati mai spesi e il monitoraggio non è mai partito. Forse perché è necessario mantenere lo status quo e permettere alle aziende insalubri di continuare ad inquinare indisturbate».

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