Il fascicolo era nato da una verifica fiscale nei confronti di un odontoiatra, e dalle dichiarazioni di una dipendente licenziata da uno degli studi. La donna aveva rivelato alla Finanza che con la pressione del tasto F12 e l’inserimento di una password il software di contabilità consentiva di passare alla gestione «in nero». I dati venivano salvati su una chiavetta Usb. Dalle acquisizioni nella sede della Tomprojects e del telefonino del titolare sono venuti fuori sia gli elenchi dei clienti (sparsi in tutta Italia) sia le chat in cui Carbone spiegava agli odontoiatri come utilizzare il programma, rinviando a incontri di persona i dettagli sulla contabilità in nero.
Nel 2022 la Procura di Bari aveva chiesto e ottenuto sequestri per un milione nei confronti di un dentista di Casamassima e dell’ingegnere di Palo del Colle. Stessa cosa era avvenuta lo scorso anno da parte della Procura di Trani, che aveva messo nel mirino due medici di Molfetta e Barletta cui erano stati sequestrati beni per circa 1,2 milioni. Adesso, in sede di udienza preliminare, gli imputati baresi - dopo aver sanato le pendenze fiscali - vogliono chiudere la faccenda senza dover affrontare un processo.
Stando agli accertamenti dei finanzieri, sarebbero più di duecento i pazienti che avrebbero ricevuto cure odontoiatriche pagando prestazioni per centinaia di migliaia di euro «in nero». Le loro testimonianze sono state raccolte nell’indagine. «Dal 2016 mi sono rivolta al dottore per alcune prestazioni odontoiatriche consistenti in cure di alcuni denti e una sostituzione di un ponte fisso. Mi fu fatto un preventivo di 8mila euro che accettai. Le cura - ha spiegato una paziente - sono avvenute dal 2016 fino al 2019 e in questo periodo sono andata più volte in studio. Ogni qualvolta ho ricevuto le cure ho versato importi che oscillavano dai 100 ai 500 euro e verso la fine delle cure ho versato anche importi superiori che andavano oltre i mille euro, sempre in contanti. Alla fine della prestazione ho corrisposto la cifra totale di 8mila euro senza ricevere alcuna fattura, come anche le volte che ho corrisposto gli acconti». Molte testimonianze sono simili nei contenuti. C’è chi ha dichiarato di «aver ricevuto solo alcune fatture i cui importi sono inferiori rispetto a quelli versati». Altri hanno detto di non aver «mai ricevuto fattura o altro documento e, pertanto, ero io - ha spiegato un paziente - a prendere un appunto sulla somma che avevo appena versato».
















