Venerdì 24 Maggio 2019 | 02:02

NEWS DALLA SEZIONE

La sentenza
Appalto truccato Comune Trani: cinque assolti

Appalto truccato Comune Trani: cinque assolti

 
La bomba
Barletta, paura per ordigno bellico in mare

Barletta, paura per ordigno bellico in mare

 
Dopo la scossa
Terremoto in Puglia, domani riaprono le scuole a Bisceglie

Terremoto in Puglia, domani riaprono le scuole a Bisceglie

 
Sanità
Andria, donazione multiorgano: il gesto di un 70enne

Andria, donazione multiorgano: il gesto di un 70enne

 
Sanità
Barletta, al via la riqualificazione del Pronto Soccorso dell'ospedale

Barletta, al via la riqualificazione del Pronto Soccorso dell'ospedale

 
L'indagine
Arresto Giancaspro, legale sindaco Trani: «Accuse infondate»

Bancarotta, l'ex patron del Bari Giancaspro interrogato per 6 ore
Legale sindaco Trani: «Accuse infondate»

 
I danni
Bat, maltempo distrugge ciliegie: controlli tecnici regionali

Bat, maltempo distrugge ciliegie: controlli tecnici regionali

 
Riflettori puntati
Trani, inchiesta Giancaspro: nuovo stadio in periferia, palazzi al posto del vecchio

Trani, inchiesta Giancaspro: nuovo stadio in periferia, palazzi al posto del vecchio

 
Il diretto
Ferrovie: l'Alta Velocità arriva a Barletta, due Frecciargento da e per Roma

Treni, a Barletta fermerà Bari-Roma. Mit: nuovi servizi su Alta velocità. Che non esiste

 
L'episodio
Bisceglie: atti osé in piazza fra adolescenti, scoppia rissa

Bisceglie: atti osé in piazza fra adolescenti, scoppia rissa

 

Il Biancorosso

L'INTERVISTA
Bellinazzo.: "Il Bari in serie A un affareVarrebbe tra i 70 e gli 80 milioni di euro"

Bellinazzo: «Bari in serie A un affare tra i 70 e gli 80 mln di euro»

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariIl candidato
Comunali, Di Rella: centrodestra alternativa al declino

Comunali Bari, Di Rella: centrodestra alternativa al declino

 
MateraSanità
Ospedale Tinchi, il nuovo assessore si vergogna: non è dignitoso

Ospedale Tinchi, il nuovo assessore si vergogna: non è dignitoso

 
PotenzaStatale 653
Sinnica, riaperto dopo 3 mesi il tratto di Senise chiuso per frana

Sinnica, riaperto dopo 3 mesi il tratto di Senise chiuso per frana

 
BatLa sentenza
Appalto truccato Comune Trani: cinque assolti

Appalto truccato Comune Trani: cinque assolti

 
BrindisiNel brindisino
Latiano, solaio crollato: disposta chiusura scuola primaria

Latiano, solaio crollato: disposta chiusura scuola primaria

 
Tarantonel tarantino
Massafra, spacciano davanti a scuola: arrestati due 19enni

Massafra, spacciano davanti a scuola: arrestati due 19enni

 
LecceSenza lavoro
Povertà: a Lecce aumentano disoccupati in fila a emporio solidale

Povertà: aumentano disoccupati in fila a emporio solidale

 
FoggiaLo studio
Servizi pubblici: Foggia ultima in Italia

Servizi pubblici: Foggia ultima in Italia

 

i più letti

Ambiente

Parco dell’Ofanto tra rifiuti e incendi

Pneumatici abbandonati sono stati incendiati forse per allargare coltivazioni abusive

Parco dell’Ofanto tra rifiuti e incendi

BARLETTA - Benvenuti nel Parco regionale naturale «Fiume Ofanto», ricettacolo di rifiuti (che, con le piene del fiume, finiscono in mare e da qui sulle spiagge e sugli arenili), cimitero di copertoni abbandonati e luogo dove le coltivazioni abusive (soprattutto tendoni di uva) sorgono in barba a qualunque normativa di tutela ambientale.

Ci è bastata una semplice passeggiata pomeridiana tra pioppi, salici, frassini, ontani e varie specie di querce, per verificare quanto il territorio a ridosso del fiume Ofanto solo sulla carta sia protetto, un’area salvaguardata dall’istituzione del Parco (Legge regionale n. 37/2007). La verità, quella che noi abbiamo verificato, è un’altra. Purtroppo.

Infatti, così come documentato e denunciato agli inizi di giugno dalle guardie giurate del Nucleo di Vigilanza Ittico-Faunistica, Ambientale ed Ecologica di Barletta, una trentina di copertoni furono abbandonati lungo il fiume Ofanto, nei pressi di Canne della Battaglia, nei pressi del passaggio sul fiume dell’elettrodotto.

«Il fatto risultò particolarmente grave - spiega Giuseppe Cava, il coordinatore del Nucleo di vigilanza “ItalCaccia-ItalPesca” - perchè gli pneumatici non erano stati abbandonati in cumulo ma disposti sotto i tronchi degli alberi della vegetazione ripariale del fiume per un tratto di circa 200 metri».

In altre parole, non un semplice abbandono di rifiuti ma un gesto compiuto da qualcuno che aveva un obiettivo ben preciso: «Sì, riteniamo che l’intento era quello di consentire la totale “pulizia” di un’ampia area per “migliorare” l’assetto delle coltivazioni abusive realizzate da qualche anno su un suolo demaniale dove, in precedenza, era stato realizzato un progetto di rinaturalizzazione dell’area golenale costato diverse centinaia di migliaia euro, finanziato con fondi europei e cofinanziato dal comune di Barletta».

Come attuare quest’opera di «pulizia»? Semplicemente dando fuoco ai copertoni.

«Solo qualche giorno fa - continua Pino Cava -, purtroppo, abbiamo avuto conferma di questo in quanto gran parte dei copertoni e della vegetazione presente sono stati incendiati». In fumo sono andati solo una parte degli pneumatici e dei rifiuti abbandonati ma anche diversa vegetazione e alcuni alberi spontanei di pregio. Causando un enorme danno ambientale e paesaggistico.

«Abbiamo denunciato ai carabinieri della Compagnia di Barletta - aggiunge il rappresentante del Nucleo di vigilanza - sia l’abbandono dei rifiuti speciali, sia l’incendio che è avvenuto nei giorni scorsi. Abbiamo fornito anche tutte le informazioni in nostro possesso e i filmati che documentano la presenza dei copertoni. Abbiamo inoltre provveduto a segnalare gli illeciti alla Provincia BAT, in quanto Ente gestore amministrativo del Parco naturale regionale “fiume Ofanto”». Della vicenda, pare, sono stati interessati anche i Carabinieri forestali di Spinazzola.

«La totale mancanza di vigilanza dell’area parco, genera simili scempi ambientali tra i quali occorre annoverare anche la pesca abusiva - chiosa Giuseppe Cava -. La tutela ambientale delle aree demaniali e per di più protette com’è il Parco dell’Ofanto spetta a tutti, istituzioni comprese».

Il Parco regionale del fiume Ofanto, insomma, continua ad essere considerata la «Cenerentola» delle aree protette in Puglia. Un parco istituito nel 2007 interessa i territori di undici comuni, Canosa, San Ferdinando, Candela, Ascoli Satriano, Cerignola, Margherita di Savoia, Rocchetta S. Antonio, Minervino, Spinazzola, Trinitapoli e Barletta, ed insiste su un’area di 15.306 ettari (originariamente era di 24.823 ettari a fronte di un bacino idrografico del fiume è di 2.784 chilometri quadrati tra Campania, Basilicata e Puglia). Un’area protetta che avrebbe potuto fungere da volano per l’economia della zona ma della quale, invece, non se ne parla, non se ne discute e men che mai si interviene con interventi di tutela.

Gianpaolo Balsamo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400