POTENZA - Alcuni con il naso all'insù, altri seduti al computer sperando in favorevoli previsioni del tempo, altri, infine, alle prese con imperdonabili ritardi. Sono i comportamenti, dettati dai sentimenti, dei gestori degli impianti sciistici della Basilicata. La neve non cade, nonostante la fine dell'anticiclone africano e la discesa delle temperature, e le cime sono caratterizzate da un anomalo paesaggio in cui il colore verde predomina. Qualche macchia bianca solo in zone d'ombra e sui cucuzzoli, insufficiente per poter dare finalmente il via alla stagione invernale. Una situazione assolutamente nuova nel mese di gennaio, ma anche nei mesi precedenti. Impianti di risalita, dunque, chiusi, o aperti solo per qualche escursione, alberghi vuoti, disdette di prenotazioni ormai numerose e un danno enorme all'economia, soprattutto per gli operatori turistici pronti a partire.
In particolare, quelli di Sellata – Pierfaone, Conserva di Lauria e montagna Grande di Viggiano, che fanno tutti più o meno lo stesso discorso: «Siamo pronti a far funzionare gli impianti. Abbiamo avuto tutti i permessi ed eseguito i lavori di manutenzione, ma il clima caldo ci sta mettendo in grande difficoltà». Quello che manca è ciò che gli operatori chiamano materia prima, vale a dire la neve. Tutti ne parlano senza mai nominarla. «Non c'è», «speriamo arrivi presto», «la aspettiamo». A Viggiano, poi, sulla montagna Grande, oltre agli impianti (due tapis roulant e due ski lift che servono due piste principali) bloccato anche il progetto turistico educativo che riguardava gli studenti di molte scuole lucane.
Nel programma erano previsti vari giorni di sosta sulla montagna, pernottamenti nelle strutture del posto e giornate dedicate alla pratica degli sport invernali sotto la guida dei maestri di sci e di associazioni. Un progetto che già aveva subito uno stop a causa della pandemia e che ora doveva riprendere come tante altre attività. Ma, appunto, a mancare è la neve. «Quando e se ne cadrà parecchia il progetto sarà riattivato», assicura il sindaco di Viggiano Amedeo Cicala. Stessa situazione, cioè impianti fermi, anche per quanto riguarda la stazione sciistica di Sellata – Pierfaone, nel territorio di Abriola. Qui gli sciatori hanno a loro disposizione una seggiova, due ski lift, un tapis roulant e sette chilometri di piste. In questo caso, proprio per favorire il turismo invernale, è stata riparata anche la strada di accesso agli impianti con l'impiego di risorse finanziarie per ristrutturare un ponte che era pericolante e rimettere a nuovo il manto stradale. Tutto inutile. Almeno sino ad ora, causa mancanza di materia prima e grande preoccupazione da parte dei gestori, costretti ad aspettare temperature più consone al mese di gennaio.
A Conserva di Lauria era già stato predisposto un tappeto di risalita nuovo di zecca, destinato soprattutto ai principianti e agli studenti delle scuole. Ma anche qui tutto rinviato a nevicate consistenti. Tre stazioni sciistiche (Sellata, montagna Grande e Conserva) nelle quali nulla possono neanche i cannoni per la produzione di neve artificiale, sempre per lo stesso motivo. Insomma, una situazione quasi disperata.
Un vero e proprio danno, ma in altri impianti la neve avrebbe addirittura il sapore della beffa. Infatti, sul versante di Lagonegro della montagna del Sirino, nell'area del monte Arioso a Sasso di Castalda e sul monte Volturino a Marsicovetere anche un'abbondante nevicata non farebbe ripartire gli impianti a causa di inadempienze e vari ritardi. Sul versante di Lagonegro del Sirino la seggiovia, travolta da una valanga nel 2015, non è stata ancora riparata. E chissà se mai lo sarà. Sul tratto di collegamento con la Conserva di Lauria non è stata eseguita la manutenzione dei due ski lift, ma anche nel caso in cui fosse avvenuta la manutenzione, manca dal comune di Lagonegro, che attualmente è commissariato, una figura professionale con i titoli idonei a far funzionare gli impianti. Identica situazione a Marsicovetere: seggiovia fuori uso da vari anni e nonostante gli annunci nessuna riparazione eseguita. Ad Arioso, dopo la separazione da Sellata - Pierfaone, non è stato individuato dal Comune un gestore in possesso delle necessarie competenze per far funzionare l'impianto. Insomma, tutti a guardare le previsioni del tempo, ma per accontentare ognuno bisognerebbe immaginare una neve intelligente che cada solo sugli impianti pronti a ripartire per evitare che in caso di nevicate generali siano evidenziati i ritardi di chi non ha saputo approfittare a farsi trovare pronto e che probabilmente, nel caso di prossime nevicate, potrà solo ancora una volta formulare promesse di un futuro migliore. Ormai, quasi una chimera.
















