L'accusa contestò a Bubbico (all’epoca dei fatti presidente della giunta regionale), a De Filippo (allora assessore alla sanità) e agli altri indagati di aver perseguito “un disegno di natura politica” sospendendo dal servizio e poi interrompendo il contratto dell’allora direttore generale dell’Asl di Venosa (Potenza), Giuseppe Panio, per favorire la nomina di Giancarlo vainieri, considerato vicino alle posizioni politiche di Bubbico.
La denuncia di Panio portò all’invio di atti alla Procura di Catanzaro: la vicenda ebbe quindi una parte nell’inchiesta “toghe lucane” del pm Luigi De Magistris. I difensori di De Filippo, Mimmo Ferrara e Fabio Viglione, hanno ricordato la “serenità” con la quale De Filippo si è sottoposto al giudizio dei giudici e hanno evidenziato che la sentenza “contribuisce ulteriormente ad allontanare dal Presidente della Regione ombre e sospetti spesso strumentalmente evocati”.
















