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Ambiente

Polignano, liquami in mare
sequestrato il «cubo»

Limiti massimi di inquinamento 12 volte superiori alla norma. E scarico di fogna nera nella Lama Monachile e nel mare. Sono le motivazioni alla base del provvedimento

Polignano, liquami in maresequestrato il «cubo»

ANTONIO GALIZIA

POLIGNANO - Limiti massimi di inquinamento dodici volte superiori alla norma. E scarico di fogna nera nella Lama Monachile e nel mare. Sono le motivazioni alla base del sequestro, disposto dalla Procura della Repubblica di Bari, del «Cubo», l’impianto di risalita delle acque piovane e definito ecomostro perché costruito a ridosso del ponte borbonico.

Il provvedimento restrittivo con relativa denuncia all’autorità giudiziaria dei responsabili, è scattato al termine di una complessa attività d’indagine eseguita dal personale del Nucleo operativo di polizia ambientale della Direzione marittima di Bari, e coordinata dalla Procura, che ha portato all’esecuzione di un nuovo provvedimento di sequestro della struttura realizzata dal Comune nota come il «Cubo» di Lama Monachile, e al deferimento all’autorità giudiziaria di due soggetti, che in concorso tra loro, si sarebbero resi responsabili di diverse violazioni penali ambientali.

Com’è noto, nello scorso mese di febbraio, i militari della Capitaneria posero sotto sequestro, per la mancanza di autorizzazioni, la parte finale dei «lavori di adeguamento del recapito finale della rete di fognatura pluviale, separazione e ampliamento della rete di fogna bianca esistente», del Comune di Polignano. Successivamente, nel mese di settembre, a seguito dell’acquisizione da parte dell’amministrazione comunale delle relative autorizzazioni «in sanatoria», su disposizione dell’autorità giudiziaria competente fu eseguito il dissequestro e il «Cubo» stato restituito al Comune. Intanto, a seguito di alcuni controlli scattati ad opera conclusa, la Guardia costiera ha accertato la presenza di liquami maleodoranti sulla spiaggia di Lama Monachile e accertato anche il cattivo funzionamento dell’impianto, riscontrato da successive e più dettagliate indagini eseguite dal personale del Nucleo di polizia ambientale della Direzione marittima, che hanno portato alla luce la persistenza degli sversamenti. Più precisamente, mediante una particolare attività di video-ispezione, è stato accertato che nel «recapito finale della rete di fogna pluviale, separazione e ampliamento della rete della fogna bianca» del Comune di Polignano, la società pugliese che gestisce le reti cittadine della fogna nera avrebbe fatto confluire illecitamente gran parte dei propri liquami. Reflui che, successivamente, mediante il «Cubo» di Lama Monachile si riversavano direttamente in mare, nel luogo simbolo di Polignano.

Questa attività di indagine è stata successivamente integrata con campionamenti ed analisi svolti in collaborazione con gli esperti dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) della Puglia e ha permesso di accertare il superamento dei limiti massimi tabellari previsti dalle vigenti normative, con valori di Escherichia Coli addirittura dodici volte superiori al massimo consentito. A seguito di questi riscontri, l’autorità giudiziaria ha imposto al Comune lo svuotamento periodico del Cubo «per evitare ulteriori sversamenti in mare dei liquami fognari», nonché l’immediato «adeguamento delle opere e degli impianti esistenti». Ieri, infine, il sequestro cautelare e la denuncia dei responsabili.

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