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Protesta dei dipendenti

Carta identità elettronica
A Bari l'Anagrafe è nel caos

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NINNI PERCHIAZZI
Da quando l’Ufficio Anagrafe del Comune è stato chiamato al rilascio delle carte d’identità elettroniche, il caos regna sovrano. Ma come - obietterà l’amministrazione - noi vi garantiamo un servizio moderno, in linea con i più progrediti Paesi del mondo, e voi vi lamentate? I soliti baresi... Peccato che nei più progrediti Paesi d’Europa i documenti elettronici vengano rilasciati in pochi giorni e senza alcun problema.

Bisogna partire da un dato. Non tutti i cittadini baresi posseggono un computer o sono in grado di usarlo. Ma sono dei trogloditi! Uomini delle caverne! Sarà, ma moltissimi baresi (ad esempio gli anziani o quelli che vivono in condizioni di disagio estremo o di indigenza) non hanno la possibilità di collegarsi al sito https://agendacie.gov.it/ e prenotare la nuova carta. Sì: se non ci si prenota on line è inutile presentarsi negli uffici dell’Anagrafe barese (né quella centrale né quelli periferici) perché la nuova disciplina non lo prevede.

Una ottantenne con problemi di deambulazione non sapeva di questa straordinaria novità. Si è fatta accompagnare dal figlio nell’ufficio di corso Vittorio Veneto numero 4, ha sfidato svariate barriere architettoniche fuori e dentro l’edificio e si è sentita rispondere che doveva prenotarsi on line. Cosa che, una volta tornati a casa, ha ovviamente fatto il figlio, dal suo portatile. Tutto risolto? No, perché, come spiega il nostro lettore, «anche solo introdurre la password è un’impresa: è richiesta la digitazione di lettere maiuscole e anche minuscole ma anche numeri e anche caratteri come la punteggiatura o la chiocciola. Ho fatto 15 tentativi prima di riuscire ad espugnare il sistema».

C’è anche il problema dei tempi. Dopo che ti sei prenotato, vai in uno degli uffici comunali dove vengono rilasciate al massimo 5 carte al giorno (perché? mah...). C’è chi si è sentito rispondere che riceverà il documento a casa a fine aprile. Qualche energumeno (a differenza di chi si lamenta solo su facebook) ha protestato vivacemente con gli stessi dipendenti dell’Anagrafe e infatti, in due occasioni, la lite è sfociata in una bella aggressione al malcapitato di turno.

Così, a protestare, non sono solo i cittadini ma gli stessi dipendenti della Ripartizione servizi demografici, elettorali e statistici che hanno chiesto tutela ai propri sindacati. La convocazione di un’assemblea non si è fatta attendere. È stata l’occasione per parlare non solo della farraginosissima procedura che governa il rilascio delle carte d’identità elettroniche ma anche per affrontare questioni antiche, mai risolte. Quali? Le sgranano Cgil e Uil: «Carenza di organico, temporanea chiusura di alcune sedi delegazionali, ambienti di lavoro inidonei e fatiscenti, mancata sicurezza sul lavoro, limitata vigilanza interna, mancata osservanza delle disposizioni previste dal vigente funzionigramma, mancata formazione ed aggiornamento del personale e - infine - notevole difficoltà tecnico-operativa collegata al rilascio della nuova Carta d’identità elettronica».

Al termine dell’assemblea è stato proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale in servizio nella Ripartizione. Di più. In occasione delle prossime riunioni del consiglio comunale, i dipendenti si autoconvocano nel settore riservato al pubblico della sala consiliare di Palazzo di città allo scopo di «sensibilizzare l’intero consiglio comunale alla risoluzione delle problematiche più volte citate ed acuitesi con le numerose criticità rivenienti dalla procedura messa in essere, relativa al rilascio della nuova carta d’identità elettronica».
Non basta. I dipendenti non escludono di prendere in considerazione la possibilità di scrivere al Sindaco e alla Prefettura (come previsto dalla legge) la rinuncia alla delega di Ufficiale d’Anagrafe e di Stato Civile e, quindi, di presentare all’amministrazione unA richiesta di trasferimento in altre strutture comunali.

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