È tornato libero il consulente del lavoro barese Giovanni Brancale, finito agli arresti domiciliari venerdì mattina su ordinanza del gip di Matera insieme ad altre 10 persone accusate, a vario titolo, di violazioni alle normative in materia di immigrazione.
Brancale (difeso dall’avvocato Antonio La Scala) nell’interrogatorio di garanzia aveva fatto parziali ammissioni, confermando che le domande da lui presentate erano false in relazione al fatto che non esistevano le imprese indicate come interessate ad assumere gli extracomunitari indicati. Ha poi spiegato che il compenso di sua spettanza si aggirava tra i 500 e i 1.000 euro, e non arrivava ai 2mila euro indicati dalla Finanza nelle carte dell’indagine condotta dalla pm Angela Continisio.
Il gip di Bari, Nicola Bonante, a cui sono stati trasferiti gli atti da Matera per competenza territoriale, ha dunque preso atto del venir meno delle esigenze cautelari e ha disposto la revoca del provvedimento.
















