Domenica 22 Marzo 2026 | 15:34

Al Bif&st «Orchestra Plurale» di Pierluigi Ferrandini, molteplici vite e un unico suono oltre i confini

Al Bif&st «Orchestra Plurale» di Pierluigi Ferrandini, molteplici vite e un unico suono oltre i confini

Al Bif&st «Orchestra Plurale» di Pierluigi Ferrandini, molteplici vite e un unico suono oltre i confini

 
Alice Scolamacchia

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Alice Scolamacchia

«Orchestra Plurale» di Pierluigi Ferrandini, molteplici vite e un unico suono oltre i confini

Il film, scritto e diretto dal regista pugliese, verrà presentato oggi alle 16 al Multicinema Galleria e segue l’esperienza dell’Orchestra Plurale di Bari, ensemble composto da musicisti provenienti da contesti segnati da conflitti e migrazioni

Domenica 22 Marzo 2026, 13:39

13:40

C’è un punto in cui le storie individuali smettono di chiedere ascolto separatamente e trovano una possibilità di armonia. «Orchestra Plurale», scritto e diretto dal regista pugliese Pierluigi Ferrandini, nasce in questo spazio: quello in cui la musica diventa lingua condivisa e, insieme, dispositivo narrativo. Prodotto da OZ Film e Pharos Film Company, con il sostegno di Apulia Film Commission, il film verrà presentato oggi alle 16 al Multicinema Galleria per il Bif&st, e segue l’esperienza dell’Orchestra Plurale di Bari, ensemble composto da musicisti provenienti da contesti segnati da conflitti e migrazioni, chiamati a ricostruire non solo un percorso artistico, ma una possibilità di appartenenza. In 69 minuti, Ferrandini costruisce un racconto corale che tiene insieme sette traiettorie biografiche, evitando la retorica dell’integrazione per concentrarsi su un equilibrio tra memoria e presente, perdita e reinvenzione. Ne deriva un film che riflette sulla comunità non come dato acquisito, ma come processo in divenire, attraverso prove, errori e ascolto reciproco.

Nel raccontare l’Orchestra Plurale, ha privilegiato lo sguardo individuale o quello collettivo?

«L’orchestra è una moltitudine che diventa unità: tanti sguardi individuali che generano uno sguardo collettivo. Ho raccontato musicisti esuli, dalle loro vite in Italia, tra seconde case e seconde possibilità. L’orchestra diventa per loro uno spazio comune, dove cadono barriere culturali e linguistiche. Il cuore del film è nelle loro storie: persone che cercano realizzazione attraverso la musica, oltre ogni confine».

Quanto la musica è linguaggio narrativo e quanto resta esperienza irriducibile?

«Il punto di forza dell’Orchestra Plurale è un repertorio multietnico che intreccia culture diverse. Accade così che le “scuole” si dissolvano e le sensibilità si fondano, dando vita a qualcosa di nuovo, vivo, che supera il racconto stesso».

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