Chi di querela (non fondata) ferisce, di sentenza (anche di condanna alle spese) perisce. Potrebbe riassumersi così il verdetto con il quale nei giorni scorsi il giudice monocratico del Tribunale di Bari, Angelica Passarella, assolvendo con formula piena un’imputata dall’accusa di violazione di domicilio, ha anche condannato la parte civile alla rifusione delle spese sostenute dalla donna per difendersi, e liquidate in 3.420 euro.
In attesa delle motivazioni del provvedimento (e di valutare se sono stati ravvisati gli estremi per procedere anche per calunnia), la morale sembra essere: «se una querela è pretestuosa, è giusto che chi la fa ne paghi le conseguenze anche pecuniarie». In questo caso, se l'ex moglie non ha abusato del domicilio ancora comune, l'ex marito potrebbe avere quasi abusato del processo penale.
Questa è la storia di una separazione difficile in cui lui querela lei (entrambi baresi) quando (siamo nel maggio 2021)...
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