I valori olimpici interpretati con la danza. «È stato un momento solenne, ma anche una grande responsabilità per me». Oltre 10mila chilometri e 60 città coinvolte nel passaggio della Torcia Olimpica, fino all’apertura dei Giochi: al centro della scena, i 10mila tedofori e tedofore insieme ai ballerini che hanno reso spettacolare l’evento, in grado di accendere entusiasmo e celebrare la bellezza dello sport. Ma dietro le quinte, in ogni singola tappa, da Atene a Milano, c’era lui: Domenico Ciaccia, 27 anni di Gravina, coreografo, che ha firmato la direzione artistica per ENI del viaggio della Fiamma. Numerosi i ballerini da coordinare con un linguaggio stilistico contemporaneo, in performance vibranti e cariche di energia. E questo è solo uno degli ultimi progetti a cui il ragazzo, figlio d’arte (mamma ballerina), ha lavorato.
A leggere i works impressi sul suo curriculum, la realtà va oltre la fantasia. Le sue esperienze sono un elenco di grandi brand e altrettanti artisti, nazionali e internazionali: Moncler, Stone Island, Dolce e Gabbana, Shein, Netflix, Tim, Giorgia, Alessandra Amoroso, Niky Savage, Geolier, Enrico Brignano. E tanti, davvero tanti altri. Il «mondo dei grandi» che incontra un giovanissimo professionista; lui che ha preso lezioni quotidiane dalla sua mamma fin da quando aveva 2 anni e che a 18 anni ha lasciato Gravina per andare a Roma.
«Non avevo nessun contatto, ma mi sono fatto conoscere per le mie qualità. Poi nel 2019, dopo breve un periodo di formazione a Los Angeles e in altre città europee, ho messo su la mia agenzia. Da quel momento è stato tutto un interfacciarmi con gente più grande di me. Nonostante la mia età, tante agenzie di produzione mi hanno dato da subito fiducia». Dalla sua, «esperienze da gigante» e sicurezza che a 27 anni non è la regola trovare, ma anche una cadenza a metà strada tra Roma e Milano, le due città in cui si divide per lavoro, con ben poche inflessioni baresi. «Eppure torno in Puglia ogni estate, in occasione del Gravina in Danza, un festival internazionale che il prossimo luglio spegnerà la sua 11esima candelina». Per alcuni grandi marchi e cantanti ha lavorato come ballerino, per altri come coreografo, e di altri ancora ha curato la direzione del movimento. «In quest’ultimo caso, mi riferisco per esempio alla esibizione di Geolier a Sanremo 2024». Dietro, insomma, le movenze dell’artista napoletano in gara con «i p’ me e tu p’ te» c’era Domenico Ciaccia; e nonostante il corposo libro della sua giovane vita, non si sente «arrivato». «C’è molto altro che vorrei fare. Alla base, però, c’è tanto studio e tanta formazione. Poi, stare nel posto giusto al momento giusto è sicuramente un’altra carta vincente». Tanti i progetti in cantiere, qualcuno più imminente di altri. Il prossimo fine settimana, per esempio, sarà impegnato in un grande spettacolo che coinvolgerà 80 ballerini e un artista internazionale. «Ma non posso dire altro, ho firmato un patto di riservatezza». E Domenico sarà lì a lavorare, oltre che a godersi lo spettacolo.
















