Lunedì 05 Gennaio 2026 | 11:00

Bari, saldi invernali in sordina: «La partenza è stata lenta»

Bari, saldi invernali in sordina: «La partenza è stata lenta»

 
rosanna volpe

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Bari, saldi invernali in sordina. «La partenza è stata lenta»

La concorrenza con le grandi catene e i cantieri restituiscono una immagine in bianco e nero. Preoccupa la competizione con un mercato online percepito come «senza regole»

Domenica 04 Gennaio 2026, 11:57

17:17

L’avvio dei saldi restituisce una fotografia a più velocità del commercio cittadino, tra chi resiste nonostante cantieri e difficoltà strutturali, chi chiede da tempo una riforma delle regole e chi, almeno il primo giorno, registra segnali incoraggianti. A tenere banco, ancora una volta, è la questione del calendario, giudicato da molti operatori «anacronistico». Così come preoccupa la competizione con un mercato online percepito come «senza regole».

In via Argiro, uno dei cuori storici dello shopping barese, Valerio Frezza, proprietario del negozio di abbigliamento Kleid parla di un inizio prudente e condizionato dai lavori in corso sui primi due isolati della strada: «Abbiamo riscontrato un forte calo già a Natale. Ora dai saldi non ci aspettiamo un granché. Fino a qualche anno fa puntavo a un aumento naturale delle vendite, ora vedo rassegnazione». A pesare, secondo il commerciante, non è solo la concorrenza dell’e-commerce, ma anche l’impatto dei cantieri: «Tutte le attività commerciali degli isolati interessati dalla riqualificazione segnalano perdite pesanti. Con le strade chiuse è davvero difficile attirare clienti».

La partenza, aggiunge Frezza, «è stata lenta, ma solo al termine delle scontistiche si potranno tirare le somme». Il periodo scelto non aiuta: «Peggio di quelli invernali sono i saldi estivi che andrebbero ritardati perché a luglio non hanno senso». Quanto agli sconti, la strategia resta cauta: «Parto dal 20% e non vado oltre. Non prima di febbraio. Svendere la merce subito non è sostenibile per noi piccoli commercianti».

Scenario diverso, ma criticità simili, in via Manzoni, strada di confine tra centro e periferia, anche questa interessata dai lavori di riqualificazione. Nicola Milella, titolare di un negozio di abbigliamento da donna, ridimensiona l’effetto dei cantieri: «I lavori non intralciano più di tanto». Individua però il vero problema nella dinamica dei prezzi: «Siamo schiacciati da continui sconti. Ormai il cliente non si fida e aspetta i saldi». Milella racconta di aver aderito anche a iniziative promozionali come il Black Friday, ma rivendica una linea diversa: «Cerco di mantenere prezzi bassi e ricarichi contenuti tutto l’anno. Lo sconto deve servire a fidelizzare il cliente sul prezzo, non a svendere». Secondo Milella, «i saldi così come sono vanno cambiati», puntando su «una maggiore serietà e su ricarichi più stabili», anche per distinguersi dall’online, «che gioca con regole completamente diverse».

Più ottimista il clima a Carrassi, dove Nino Armenise, storico proprietario di un negozio di calzature, parla di un avvio incoraggiante. «Noi stiamo lavorando, il primo giorno è andato bene», racconta. «Siamo partiti con il 30% di sconto e aspetteremo le ultime settimane per il 50%». L’obiettivo è recuperare un anno complicato: «Nel mese di dicembre abbiamo perso circa il 10%, ma spero che con i saldi riusciremo a recuperare». Resta forte l’amarezza sul tema del calendario. «Abbiamo lottato tanto attraverso Confcommercio, ma è stato inutile», afferma Armenise. «Il nord Italia non vuole posticipare i saldi perché ci sono grandi realtà che producono già pensando a questi periodi. Per noi questo è un danno enorme». Un meccanismo che, secondo il commerciante, penalizza soprattutto i piccoli: «Le persone che sono venute stamattina sarebbero dovute venire comunque, ma a prezzo pieno».

Che si tratti di posticipare i saldi a fine stagione, liberalizzarli o ripensare l’intero sistema delle promozioni, il commercio di prossimità continua a chiedere strumenti più equi per affrontare una concorrenza online percepita come sempre più aggressiva e priva di vincoli. Una sfida che, tra cantieri, margini ridotti e abitudini di consumo radicalmente cambiate, resta aperta.

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