Il post pubblicato lo scorso 31 dicembre su Facebook da Salvatore Matarrese, dirigente dell’omonima società di costruzioni, è insieme uno sfogo e un augurio. «Questa – scrive, pubblicando un articolo di giornale - è una notizia di febbraio 2025. Da allora Matarrese Spa attende la firma del sindaco. Un’iniziativa avviata nel 2010. Sarà finalizzata nel 2026? È l’augurio per questo nuovo anno e farebbe notizia, perché ai Matarrese non è concesso nulla».
Dietro quelle poche righe c’è una storia lunga quindici anni, fatta di accordi di programma, varianti urbanistiche, prescrizioni e attese. L’idea iniziale era quella di realizzare un autosilo tra via Mola e viale Capruzzi. Una cerniera tra i quartieri Madonnella e San Pasquale che comprendesse non solo parcheggi, ma anche spazi per attività commerciali, per gli uffici dell’allora circoscrizione e un’area verde a disposizione della comunità. Un progetto accolto con grande entusiasmo dai residenti. E anche dall’amministrazione comunale. Soprattutto in chiave di nuovi posti auto in un quartiere particolarmente sensibile al tema. Entusiasmo, dunque, e tante aspettative. Correva l’anno 2009 quando viene presentata la prima istanza dell’accordo di programma. La successiva approvazione risale a luglio 2014. Poi quattro successive istanze dal 2017 al 2022. La conclusione della conferenza dei servizi con esito positivo arriva a novembre 2023. Il procedimento viene chiuso a marzo 2024. L’approvazione dello schema dell’accordo di programma con delibera di giunta regionale a dicembre 2024 e notificata al Comune di Bari in data 10 gennaio 2025. Da allora, da quasi un anno, attende il via libera.
Nel mezzo del decennio trascorso, il progetto è stato presentato quattro volte, con continui adeguamenti. In totale diciassette in dieci anni. «Ogni variante – spiega Matarrese a La Gazzetta del Mezzogiorno - ha un costo, ogni rinvio significa rimettere mano al piano finanziario. Un percorso a ostacoli. Per certi versi inspiegabile». L’opera in questi anni è stata fortemente ridimensionata soprattutto per quanto riguarda la disponibilità di posti auto. Oggi prevede la realizzazione di un edificio di tre piani fuori terra e tre interrati. Quest’ultimi saranno riservati ai parcheggi. Il primo piano interrato sarà destinato ai parcheggi pertinenziali, così come una parte del secondo (in tutto saranno poco più di cinquanta). Quarantanove box, sempre al secondo piano, saranno invece dedicati ai parcheggi privati con diritto di prelazione (per il trenta per cento) a chi abita nel raggio di cinquecento metri. Il terzo piano interrato e una parte del secondo sarà destinato a parcheggio pubblico. L’edificio sarà principalmente un centro sportivo dotato anche di una piscina. Il piano terra, il primo piano, una parte del secondo e un locale al terzo, infatti, sono stati pensati per le attività ginnico – sportive. Il secondo piano, una superficie di trecento metri quadri, sarà destinata al Comune, che con ogni probabilità la utilizzerà per ospitare uffici del Municipio.
Meno posti auto, dunque, rispetto al progetto iniziale. «Ci saranno anche duemila metri quadri di giardini a disposizione della comunità», aggiunge Matarrese. Tutto pronto, dunque, manca l’ultimo scoglio. «L’amarezza – conclude - sta nel dover spiegare ai finanziatori che in questa città anche realizzare un’opera di interesse pubblico con risorse dei privati richiede oltre un decennio».















