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Santeramo, due cagnoline legate con una corda al collo salvate dai volontari

Santeramo, due cagnoline legate con una corda al collo salvate dai volontari

Santeramo, due cagnoline legate con una corda al collo salvate dai volontari

 
Redazione online

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Santeramo, due cagnoline legate con una corda al collo salvate dalla strada

Le campagne della Murgia continuano a essere teatro di abbandoni. Lady e Aurora sono state recuperate in condizioni di forte trascuratezza

Domenica 01 Giugno 2025, 17:13

19:00

SANTERAMO - Due salvataggi in pochi giorni, stesso scenario: le campagne di Santeramo in Colle continuano a essere teatro di abbandoni. Lady e Aurora, due cagnoline simil pastore tedesco, sono state recuperate in condizioni di forte trascuratezza, simbolo di una piaga che non accenna a diminuire.

Lady, circa un anno, è stata trovata sola in contrada Bellarosa. Aurora, poco più grande, è stata invece rinvenuta in contrada Altamura con una corda legata strettamente al collo, particolare che ha subito fatto scattare l’allarme. È quanto riportato dall'ANPA Santeramo che in una nota denuncia l'ennesimo caso di sevizie e abbandono in provincia di Bari.

Grazie alla segnalazione dei residenti e all’intervento del servizio veterinario della ASL, insieme alle autorità locali, è stato possibile trarla in salvo. Ora si trova al rifugio “Cuori Liberi”.

Secondo i veterinari, Aurora avrebbe già partorito, ma dei cuccioli non si hanno notizie. Ancora impaurita, necessita di cure e di un lungo percorso di riabilitazione.

Mariella Digirolamo, presidente dell’associazione “Cuori Liberi”, denuncia la mancanza di controlli sistematici e l’indifferenza verso la tutela animale. “Non sono casi isolati, ma episodi ricorrenti. I cani spesso non hanno microchip, le cucciolate non controllate alimentano un mercato senza tracciabilità. E senza controlli, i maltrattamenti restano invisibili”, ha dichiarato.

L’associazione sollecita un’azione concreta da parte delle istituzioni. “Non possiamo più limitarci a tamponare. Servono interventi strutturali per fermare abbandoni e maltrattamenti”, conclude Digirolamo.

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