BARI - «All'emergenza che si vive già al Policlinico per il poco personale in servizio, le ferie e la pressione in salita di ricoveri e pazienti, se ne aggiungerà una ulteriore con l'inverno: il personale sanitario e medico, di quello che è il più importante ospedale di Bari e della regione, ha già esaurito il monte ore di straordinario previsto per l'anno. Come si affronterà l'onda di influenze e problemi dettati dal freddo?». Il segretario territoriale Cisl Fp Giovanni Stellacci lancia un allarme che di fatto ha la potenza di una bomba ad orologeria: il Policlinico ha un personale che è fortemente sottorganico rispetto alle necessità, si va avanti attraverso straordinari, ma questo ha un riflesso molto forte ed evidente sulla qualità delle cure e soprattutto la sicurezza dei pazienti. Il personale è allo stremo.
«Basta anche solo farsi un giro al Pronto Soccorso per rendersi conto che i ritmi sono infernali – conferma Stellacci -, ma i numeri di medici, infermieri e oss sono al di sotto della prevista pianta organica ovunque».
Recentemente sono stati assunti 35 nuovi oss, ma in una struttura come il Policlinico equivalgono ad una goccia nell'oceano. «Il numero basso di oss in servizio ricade come carico di lavoro sui già oberati infermieri – spiega Stellacci -, costretti a lavori demansionanti. Questo può aprire a future vertenze con un esborso in salita per i risarcimenti. Si deve intervenire e subito».
Il sindacato è reduce da una recente riunione con i vertici aziendali nel corso della quale è emerso in tutta la sua drammaticità il tema della carenza di risorse umane.
«La responsabilità non è del management del Policlinico, che sia chiaro – sottolinea il segretario -. Il nodo da sciogliere sono i limiti di spesa imposti dalla Regione. I budget sono assolutamente insufficienti per un ospedale che di fatto serve più province. La dirigenza del Policlinico vorrebbe anche assumere altre risorse, ma non può. Il problema emerge in ogni nostro incontro, senza poter trovare una soluzione. L'unica che può dare risposte è la Regione Puglia».
«Il piano aziendale per l’emergenza estiva non ha dato gli effetti sperati – conferma il segretario aziendale Cisl Fp Policlinico di Bari, Nicola Sellestri -. Il Pronto Soccorso è letteralmente preso d’assalto dagli utenti che non trovano risposte presso i medici di base o altre strutture, facendo aumentare esponenzialmente i carichi di lavoro».
Una emergenza ampiamente anticipata e di cui tutti erano a conoscenza. Solo lo scorso giugno al termine di una ennesima assemblea con il personale furono evidenziate con forza le diverse criticità urgenti di cui soffriva (e soffre) il Policlinico. Al termine di quella riunione fu proclamato lo stato di agitazione del personale chiedendo «Dettagli sulle azioni intraprese per risolvere la grave carenza di risorse in tutte le Unità Operative, al fine di garantire la fruizione delle ferie estive senza l’obbligo di affrontare doppi turni pericolosi e stressanti. Qualità delle cure e sicurezza dei pazienti a rischio a causa della riduzione del personale operativo durante i mesi estivi. Provvedimenti chiari per evitare il deprecabile fenomeno del demansionamento dovuto alla carenza di personale di supporto». Tutti allarmi rimasti su carta.
«A ciò si aggiunga che l’azienda Policlinico prevede l’apertura di nuovi servizi e sale operatorie – continua Stellacci -. Con quale personale saranno attivati i nuovi servizi? Aumentare i volumi di lavoro con gli organici ridotti al lumicino non è certo ciò che la Cisl Fp Bari intende per governo della spesa».
«Alla fine di queste inefficienze a pagare sono i pazienti e i loro familiari. Non chiediamo un numero di personale medico e sanitario in rapporto uno ad uno con i ricoverati, ma che almeno riescano a gestire adeguatamente i pazienti. Ci arrivano continuamente storie di famiglie di ricoverati che sono costrette a garantire l'assistenza notturna ai loro cari. A pagamento. A volte anche con copertura dell'intera della giornata per quanti non sono autonomi, ad esempio nel mangiare. L'altra settimana una signora ci ha raccontato che ha speso 1200 euro tra oss e badante privati per far assistere cinque giorni la madre ricoverata e allettata. Una storia tra le tante, una esperienza molto comune purtroppo. Questo significa che all'interno di una struttura pubblica l'assistenza di un malato è garantita appieno solo se hai soldi. E no, tutto questo non si può sopportare oltre. La Regione deve intervenire».
















